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Abitabilità sociale,
a Pomponesco inaugurata
la nuova residenza

La residenza, composta da sette alloggi destinati a 17 persone, sorge nella parte retrostante della casa Cantoni poi ereditata dalla famiglia Benelli che l'ha donata ad una cooperativa con finalità esclusivamente sociali, destinandola a percorsi di inserimento sociale.
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Nella foto un momento dell'inaugurazione

POMPONESCO – C’era anche il direttore della Caritas cremonese don Antonio Pezzetti sabato a Pomponesco per la presentazione della nuova struttura di abitabilità sociale. Un progetto che, quando era stato proposto sei anni fa, aveva scatenato una mezza rivolta da parte della popolazione temendo che il sindaco autorizzasse l’avvio di un ghetto per disadattati.

Lo stesso primo cittadino Giuseppe Baruffaldi invece, partecipando all’inaugurazione, benedetta dal parroco don Davide Barilli, si è dichiarato estremamente orgoglioso di poter offrire alla gente in difficoltà un posto dove alloggiare anche se in maniera provvisoria in attesa di risolvere i propri problemi. La residenza, composta da sette alloggi destinati a 17 persone, sorge nella parte retrostante della casa Cantoni poi ereditata dalla famiglia Benelli che l’ha donata ad una cooperativa con finalità esclusivamente sociali, destinandola a uomini e donne sole o con figli, nuclei famigliari italiani e stranieri con l’obiettivo di attivare interventi che garantiscano percorsi di inserimento sociale.

L’impegno economico è stato ottenuto grazie ad un sostanzioso contributo di Fondazione Cariplo che ha creduto nel progetto curato dalla cooperativa Cnca di Padova a cui si sono aggregate altre istituzioni come il centro sociale Papa Giovanni XXXIII e Lunezia. L’immobile, il cui recupero nella parte principale sarà oggetto di futuri investimenti per realizzare un settore di convivialità e letteratura, ha alle spalle un magnifico parco secolare in cui si intravede ancora la costruzione di un antico acquedotto realizzato al tempo degli ebrei. Una cornice di verde e di storia impareggiabile e propedeutica “perché la cura e la bellezza dei luoghi aiuta la persona in difficoltà” così come ha ricordato un relatore.

Rosario Pisani

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