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Tredici nuovi alberi in
un parco cittadino per
ricordare l'impresa Pomì

Dove sorgeranno? La società non si è sbilanciata e non l’ha rivelato, ma ragionando a rigor di logica due potrebbero essere le possibilità: o in zona Baslenga, dove il verde non manca e dove si trova la casa della Pomì; oppure in zona Lido Po, ferita dall’abbattimento dei pioppi secolari.
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CASALMAGGIORE – Per capire che l’impresa della Pomì Casalmaggiore 2015-2016 in Champions League passerà alla storia (anzi, lo ha già fatto), non serve certo un genio, tuttavia nei prossimi giorni questo successo verrà tramandato con un gesto concreto ai posteri, a imperitura memoria della grande Final Four di Montichiari. A rivelarlo, pur senza sbilanciarsi sui dettagli specifici, è stata la stessa società rosa durante la cena di fine stagione organizzata venerdì sera presso la Club House Vent e Acqua di Viadana, ritrovo che ormai sta diventando tradizionale e sede, in questo caso, del “rompete le righe”, tanto che le atlete straniere delle rosa sono rientrate in patria già sabato mattina.

Già, ma in cosa consiste la novità? L’intenzione, previo l’accordo con l’amministrazione comunale, è di piantare 13 alberi, possibilmente con essenze che portino a una fioritura tutta rosa (per garantire un ovvio richiamo cromatico), in un parco cittadino: a ciascuna di queste piante verrà dato il nome di una delle tredici giocatrici protagoniste dell’impresa europea. La domanda ovvia a questo punto è: in quale parco saranno piantumati questi esemplari che, tra dieci, venti, trent’anni (e oltre), crescendo, ricorderanno a tutti i nomi di Tirozzi e compagne a Casalmaggiore?

La società non si è sbilanciata e non l’ha rivelato, ma ragionando a rigor di logica due potrebbero essere le possibilità: o in zona Baslenga, dove il verde non manca e dove si trova la casa della Pomì; oppure in zona Lido Po, ferita dall’abbattimento dei pioppi secolari e che dunque potrebbe essere la sede di un nuovo inizio. Va detto però che l’eco della polemica per la decisione di abbattere i pioppi in riva al fiume è ancora forte e non si è spenta, dunque la scelta potrebbe rivelarsi rischiosa. Staremo a vedere, intanto però l’idea ha già preso piede e appare già in stato avanzato.

Giovanni Gardani

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