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Difesa dell'ospedale
Oglio Po: "Si deve
essere tutti uniti"

"I politici regionali sembrano temere che i risultati ottenuti dalla mobilitazione dal basso tolgano loro visibilità”: così il Comitato capace di raccogliere 15mila firme.
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Membri del comitato con le 15mila firme raccolte

CASALMAGGIORE – “Il lavoro di informazione e sensibilizzazione che il Comitato di salvaguardi dell’Ospedale Oglio Po ha intrapreso già da novembre tra la nostra gente sull’importanza dell’avere e mantenere un ospedale per acuti, sta assumendo forme nuove”: a dirlo è Annamaria Piccinelli, referente del comitato che sposa l’iniziativa del Centro Aiuto alla Vita (Cav) di ritirare gratuitamente in via Mazzini 2 a Casalmaggiore un fiocco da esporre durante il mese di maggio per sostenere e far conoscere il punto nascita de nosocomio casalese. “Come già il Comitato – prosegue Piccinelli -, anche il Cav sta facendo un buon lavoro sia su Casalmaggiore che Viadana, nelle varie istituzioni e nelle varie comunità sikh e musulmana. Nella difesa dei beni comuni si deve essere tutti uniti, lo diciamo ai politici regionali che talvolta sembrano temere che i risultati ottenuti dalla mobilitazione dal basso tolgano loro visibilità”. “La Regione ha chiesto la deroga di tre anni alla chiusura, ma, oltre a non essere ancora stata accolta, appunto è una deroga. Quindi da un lato dobbiamo continuare a chiedere che vengano valorizzati medici e personale di alto profilo e esperienza – sottolinea Piccinelli -, dall’altro la popolazione deve tenerci ai servizi vicini, siano essi ospedale, stazione, scuola, bottega, associazione”.

Luigi Borghesi, primario dell’ospedale Oglio Po: “Questo è un punto essenziale. Dobbiamo ora rivolgerci alla nostra popolazione perché non basta chiedere ai politici e alla Regione di mantenere il nostro ospedale come ospedale per acuti, ma bisogna utilizzare pienamente la nostra struttura che è accogliente, funzionale e sicura”. “Bisogna – prosegue Borghesi – non stancarsi di denunciare eventuali incongruenze e mancanze dovute ad una cattiva gestione del nostro bene, per migliorare. Se invece abbandoniamo il nostro ospedale e ci rivolgiamo altrove, facciamo il gioco di chi ci vuole ridimensionare e trasformare in un’altra cosa’. La mobilitazione iniziata con il consiglio comunale straordinario dell’estate scorsa e la successiva raccolta firme ha sollecitato i politici regionali ottenendo due risultati: la richiesta di deroga per il punto nascita e il riconoscimento di un ambito distrettuale Casalmaggiore-Viadana unito attorno all’ospedale Oglio-Po”.

Francesco Maldera, ex radiologo a Viadana e all’Oglio-Po: “A questo proposito aggiungo che il riconoscimento dell’ambito distrettuale ottenuto sino ad ora, insieme ai sindaci del territorio, non è importante solo per i problemi sanitari ma anche alla luce della individuazione di aree omogenee all’interno delle aree vaste sostitutive delle Province”. Borghesi conclude: “Per l’immediato futuro il Comitato sta attendendo conferma per un nuovo appuntamento in Regione previsto per la prima quindicina di maggio e un appuntamento con tutti i direttori generali e i sindaci, che devono continuare a restare all’erta, previsto in sala consiliare a Casalmaggiore, per ribadire la centralità del servizio di Pronto soccorso e tutto ciò che a questo consegue, ossia i primariati. Terzo passaggio, massima valorizzazione delle 15000 firme della nostra popolazione. Tutti gli organi politici ne sono già stati messi a conoscenza e la consegna ufficiale sarà fatta a Maroni dopo avere raggiunto tutti i precedenti obiettivi”.

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