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"L'azzardo? Ecco perché non
paga mai". Rizzuto conquista
il Comunale con la matematica

Patrocinato dal comune di Gussola, capofila del progetto S-Legami (al quale è stato devoluto l’incasso), e da quello di Casalmaggiore, e promosso da Consorzio Casalasco dei Servizi Sociali, Pro Loco e Rotaract Distretto 2050, “Fate il nostro gioco” ha anticipato la visita alla mostra fotografica.
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CASALMAGGIORE – Sostenere che il banco vince sempre è banale e scontato, tanto da apparire quasi un luogo comune. Spiegare empiricamente perché è davvero così è invece particolarmente affascinante. A patto di saperlo fare. Una conferenza spettacolo partita da lontano, con un percorso a volte straniante, che appare pure tortuoso ma poi porta dritto al punto. Al Teatro Comunale di Casalmaggiore mercoledì sera alle 21 per un’ora e mezza Diego Rizzuto del gruppo Taxi 1729 ha convinto la platea, coinvolgendola e spingendola a ragionamenti complessi in realtà trasmessi con grande semplicità.

Divulgazione scientifica, la chiamano: e proprio da qui Diego e i soci Paolo Canova e Sara Zaccone, mercoledì assenti, tutti e tre torinesi, sono partiti per lo spettacolo già diffuso tra Italia, Francia e Svizzera, divenuto ora anche un libro “Fate il nostro gioco”. Se non che, strada facendo, il vettore del ragionamento è cambiato, divenendo molto più interessante. “Siamo partiti per cercare di rendere digeribile la matematica e, dato che l’azzardo purtroppo attira, abbiamo pensato nel 2009 di costruire un Casinò matematico per i giovani studenti per parlare loro di probabilità – ha spiegato Rizzuto – . Poi abbiamo pensato che forse era meglio fare il percorso inverso, ossia spiegare i rischi dell’azzardo con la matematica e la statistica”.

Patrocinato dal comune di Gussola, capofila del progetto S-Legami (al quale è stato devoluto l’incasso), e da quello di Casalmaggiore, e promosso da Consorzio Casalasco dei Servizi Sociali, Pro Loco, Croce Rossa e Rotaract Distretto 2050, “Fate il nostro gioco” ha anticipato la visita alla mostra fotografica e soprattutto ha messo in scena vari concetti astratti, come la probabilità anti intuitiva, la semplificazione, gli errori matematici e le probabilità mischiate all’altamente improbabile e al praticamente impossibile, tutti concetti ripresi da statistica e matematica. Una serata aperta dal saluto di Katja Avanzini, responsabile del Concass, del sindaco di Gussola Stefano Belli Franzini e dell’assessore ai Servizi Sociali di Casalmaggiore Gianfranco Salvatore.

“La matematica e il calcolo delle probabilità hanno il potere predittivo di dirci come va a finire – ha spiegato Rizzuto – e soprattutto di dire quando e quanto perderemo. Non a caso, da quando sono aumentate le giocate d’azzardo (un giro d’affari di 85 miliardi di euro, ndr), si è impennato anche il numero di persone che hanno chiesto aiuto agli organi competenti per ludopatia (1.200 nel solo Piemonte, ndr). Nel 2005 non aveva ancora preso piede il gioco on line, non vi erano molte videolottery, poi l’offerta è aumentata e con essa il gioco”.

Non sono mancati parallelismi eclatanti, come il riferimento al processo a OJ Simpson, per spiegare l’errore algebrico clamoroso alla base di quella sentenza che fece epoca. “La difesa vinse – ha ricordato Rizzuto – perché giustamente sostenne che “solo” 1.600 casi su 4 milioni avevano portato alla morte di una donna picchiata dal marito. In realtà l’accusa doveva partire da un altro insieme: su 1.800 casi di donne picchiate e anche uccise da qualcuno, in ben 1.600 occasioni l’assassino era il marito”. Un concetto matematico trasferirlo all’illusione provata dal giocatore d’azzardo, convinto di poter avvicinare il jackpot. “Si parla di near miss, ossia di vincite sfiorate, magari per un numero mancante: si illude il giocatore che basti poco per farcela, ma è tutto calcolato, è tutto un trucco statistico. La prima cosa che fa un giocatore è piazzare un’altra puntata o comprare un’altra schedina”. La dimostrazione in platea, con i vari spettatori che avevano appena giocato a Win for Life, è stata impietosa ed emblematica: si tratta di giocare 10 numeri su 20 in schedina. Vincono tutte le combinazioni ad eccezione dei 4, 5 o 6 estratti (dunque sette combinazioni su undici). Ebbene, quasi tutta la platea è ricaduta nel ventaglio non vincente.

“E chi ha vinto s’è preso o 2 euro o 10 euro – ha dimostrato Rizzuto leggendo alla lettera il regolamento del gioco – . Il trucco è proprio questo: fare vincere spesso ma poco, perché il banco non perda troppo. E poi, parliamoci chiaro: se vinco 2 o 10 euro, mica me li porto a casa. Li rigioco subito. Così si crea l’illusione che sia possibile farcela. Noi, su 115mila simulazioni, sono una volta abbiamo visto uno spettatore vincere il premio da 3mila euro al mese per vent’anni. E infatti è questa la percentuale, di uno ogni 100mila circa: in questo modo perdere sul lungo periodo è matematico”. Come dimostrato statisticamente infatti, ogni 10 milioni di giocate, tenendo anche conto delle vincite (dunque dei soldi che lo Stato paga ai giocatori), chi gioca perde 7 milioni di euro.

Interessante anche l’esperimento del Superenalotto, con una simulazione di percorso storico a ritroso (da Garibaldi, a Giuda, alla Preistoria) per dare l’idea di quanto sia lontana, anzi “praticamente impossibile”, la vincita massima. “Avremmo una possibilità su due, il 50% – ha detto Rizzuto – se avessimo giocato ad ogni estrazione a partire da 2 milioni e mezzo di anni fa, con la comparsa del primo uomo sulla terra. Il problema è che noi semplifichiamo sempre tra possibile e impossibile. Dovremmo inserire una terza categoria, quella dell’altamente improbabile, che è cioè teoricamente possibile ma praticamente impossibile”. Da lì Rizzuto ha potuto spiegare la Top10 delle probabilità: è molto più semplice che un asteroide colpisca la terra piuttosto che esca il 6 al Superenalotto (una possibilità su 622milioni e 614mila).

Alla fine della conferenza-spettacolo spazio, come detto, ad un piccolo rinfresco per i presenti e alla mostra in Fastassa, con tutte le foto partecipanti al progetto e i disegni realizzati ad hoc sul tema. Come è stato evidenziato, lo Stato Italiano non aiuta anche perché dal gioco incassa molto ma la forza di Davide contro Golia è destinata a crescere: “Stanno nascendo tanti movimenti – ha detto Rizzuto – e l’aria sta cambiando, alcune regioni fanno anche leggi ad hoc e Roma non può non tenere conto di questo: dal basso possiamo dire la nostra e spingere. In tal senso qualche passo avanti è stato fatto, dunque dobbiamo essere ottimisti”. Lo spettacolo giovedì mattina è stato poi riproposto agli studenti delle scuole casalesi.

Giovanni Gardani 

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