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Padania Acque aumenta
il suo patrimonio:
reti idriche per 125 milioni

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Si è riunito ieri in Padania Acque il comitato di indirizzo e controllo della società a cui è stato affidato il ciclo idrico ‘in house’, al 100% pubblica in quanto partecipata dai comuni della provincia. Si è parlato dei criteri che staranno alla base delle linee guida per il trasferimento delle reti idriche dalle società patrimoniali, in osservanza dell’articolo 153, comma2 del decreto legislativo 152 del 2006 (testo unico ambientale), che impone il passaggio delle reti al titolare del gestore unico del ciclo idrico. Ma ci sono anche motivi squisitamente aziendali che rendono opportuni i trasferimenti, visto che attualmente Padania paga dei cospicui canoni per l’utilizzo delle reti altrui (di Aem Cremona, ad esempio, o Scrp Crema), mentre i mutui che andrà ad attivare per le acquisizioni saranno inferiori. Di questo si dicono certi il presidente di Padania Acque, Claudio Bodini e l’amministratore delegato Alessandro Lanfranchi, che numeri alla mano ieri hanno mostrato ai sindaci del comitato la piena sostenibilità dell’acquisizione.

125mila euro le attività che Padania si appresta ad acquisire, di cui il grosso è rappresentato dalla rete idrica di Cremona, descritta come di alto livello qualitativo, tra potabilizzatori, rete di trasporto, sistema di depurazione. Altri conferimenti ‘pesanti’ arriveranno da Crema (Scrp) e poi dalle aziende – andando in ordine nord – sud della provincia – di Pandino, Castelleone, Soresina, Casalmaggiore, solo per citare i maggiori. Il 24 maggio si riunirà l’assemblea dei soci per votare l’atto di indirizzo al consiglio di amministrazione che darà il via libera all’acquisto di attività e passività relative ai rami idrici delle varie aziende. Che significa: le infrastrutture ‘materiali’ (attività) e i mutui che gravano su di esse non ancora ammortizzati. La loro valutazione dovrà passare al vaglio di una due diligence che per quanto riguarda le reti di Aem Cremona è già pervenuta e conferma i valori stimati: come spiegato qualche giorno fa dal Comune, 60 milioni circa di euro, un valore che andrà ad alleggerire notevolmente il debito della municipalizzata cittadina. Dal punto di vista di Cremona, questa operazione “costituisce una grande opportunità di miglioramento e di sviluppo del servizio in risposta a bisogni essenziali della comunità, anche in termini di nuovi investimenti e di valorizzazione del patrimonio conferito; dà avvio al percorso di aggregazione dei patrimoni idrici a sostegno di una maggiore efficienza del servizio idrico integrato”. Valutazioni condivise anche dai vertici di Padania Acque, che da adesso e almeno fino alla fine dell’anno saranno impegnati nelle procedure di trasferimento. Gli ulteriori passaggi previsti sono infatti aggiornamento dei valori Aem, nuova assemblea dei sindaci, assenso delle banche al trasferimento dei mutui. Sarà però essenziale che entro gli inizi di giugno (data termine per il closing’ dell’operazione Lgh-A2a) Aem possa dimostrare di essere in grado di rientrare dai suoi debiti nell’arco di un quinquennio.

Giuliana Biagi

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