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Maddalena e la finanza
creativa: "Affondiamo, occhio
a non restare in cabina"

Una drammatica testimonianza collegata ad altre interessanti e dotte esternazioni espresse da Paolo Maddalena, vicepresidente emerito della Corte Costituzionale, ospite sabato pomeriggio della Biblioteca Mortara su invito delle associazioni ambientalistiche di Cremona e Mantova.
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Nella foto Paolo Maddalena in Auditorium

CASALMAGGIORE – Più di un quadrilione di dollari oppure 770mila miliardi di dollari a seconda delle interpretazioni. Questo il valore del denaro fittizio lanciato con un semplice click sui computer dalla cosiddetta finanza creativa. Un valore immenso equivalente al Pil di 20 Paesi nel mondo che sta alla base della grande crisi economica partita dagli Stati Uniti e che ha visto l’Italia protagonista in uno stupefacente spirito di emulazione.

Una drammatica testimonianza collegata ad altre interessanti e dotte esternazioni espresse da Paolo Maddalena, vicepresidente emerito della Corte Costituzionale, ospite sabato pomeriggio della Biblioteca Mortara su invito delle associazioni ambientalistiche di Cremona e Mantova. Introdotto da Maria Grazia Bonfante, il professor Maddalena ha parlato per quasi due ore nell’Auditorium davanti ad un pubblico scarso ma attento e partecipe. Sin troppo, a voler essere precisi, poiché ad un certo punto è arrivata una piccola contestazione da parte di una signora, la quale sostanzialmente, pur attribuendo al relatore ottime capacita dialettiche, gli imputava il fatto di prendere posizione troppo tardi in quanto i giochi erano già fatti, scegliendo poi di abbandonare la sala non essendo stata compresa.

Al contrario l’ex vicepresidente, avendo avuto tra le mani per 9 anni la Costituzione, ha ribadito che è quello lo strumento insostituibile per il cittadino per poter ancora impedire che un Governo emanasse leggi del tutto incostituzionali come ad esempio quella elettorale che avrebbe consentito ad un partito col 25% di conquistare la maggioranza in Parlamento. “Tra me e Renzi è lui il vecchio – ha sottolineato il maturo professore, sollevando gli applausi della platea – e continua a falsare le leggi”. Per Paolo Maddalena il problema scaturiva dalla penetrazione delle potenti lobbies che trovano le porte spalancate negli uffici dei commissari europei, riuscendo a imporre le loro condizioni passando sopra gli interessi della collettività e calpestando la conquista dell’umanità che in diecimila anni aveva cambiato l’uomo togliendolo dal branco e facendolo diventare uomo civile inserito nel territorio.

Manifestare i propri diritti e non arrendersi al potere della speculazione finanziaria, questi i messaggi. “Siamo in zona Cesarini è vero ma possiamo e dobbiamo ancora fare qualcosa. Evitando di fare come quello che all’avvertenza che la nave stava affondando rispondeva ingenuamente: “Beh, io sto nella mia cabina”.

Rosario Pisani

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