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Cimitero Casalmaggiore,
sistemate le falle su copertura
Una "resisteva" dal 2007...

La particolarità sta nel fatto che le tegole utilizzate per "ristrutturare" la copertura sono state realizzate una per una a mano, ricalcando lo stampo esistente, ovviamente in cemento, per essere perfettamente identiche a quelle non toccate dal crollo, sposandosi così al meglio col contesto.
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Nella foto il cantiere al cimitero casalese

CASALMAGGIORE – E’ stato, nel corso degli anni, spesso e volentieri uno dei temi di discussione dell’opinione pubblica, oltre che un banco di prova per le varie amministrazioni, a prescindere dal colore. Perché, sostenevano le voci più “estreme”, che futuro può avere un comune che non si occupa del decoro per i propri morti? Parliamo ovviamente del cimitero di Casalmaggiore, al centro di critiche e polemiche nella sua gestione, a volte per l’erba alta e non curata in alcune zone, specie d’estate quando l’utilizzo del diserbante dovrebbe essere centellinato, e molto più spesso per le crepe, in alcune circostanze veri e propri squarci, apertisi nella copertura di alcune parti della struttura.

Ora, la situazione dell’erba è migliore dello scorso anno, anche se qualcosa di meglio si potrebbe fare, dato che le pianti infestanti, pur non raggiungendo la “giungla” di dodici mesi fa, sono state in parte estirpate. La bella notizia però riguarda soprattutto i lavori, ormai ultimati, alla volta dell’ala laterale rispetto all’ingresso principale e delle file di loculi poco distanti rispetto a questa. La ditta Sartori di Casalbellotto, contattata dal comune, si è messa al lavoro e nei giorni scorsi ha chiuso letteralmente la falla. Anzi, le falle: due, per la precisione.

La particolarità sta nel fatto che le tegole utilizzate per “ristrutturare” la copertura sono state realizzate una per una a mano, ricalcando lo stampo esistente, ovviamente in cemento, per essere perfettamente identiche a quelle non toccate dal crollo, sposandosi così al meglio col contesto. L’ok all’operazione è arrivato per il comune dalla Sovrintendenza dei Beni Culturali, essendo il cimitero da alcuni anni sottoposto a vincoli precisi per qualsiasi operazione da perfezionare.

In sé l’investimento è stato minimo: l’Ufficio Tecnico parla di 4mila euro circa, per la realizzazione delle tegole in cemento e la posa a regola d’arte. Una spesa sicuramente non gravosa, che ha finalmente corretto e sistemato una stortura evidente: uno squarcio era ormai aperto da un paio di anni mentre, per quanto concerne invece il crollo sull’ala interna, il danno era ben visibile addirittura dal lontano 2007. Nove anni dopo non pioverà più dentro, bagnando alcuni dei loculi situati più in alto. Con sollievo del caro estinto e in particolare di chi quotidianamente o quasi passa a trovarlo.

Giovanni Gardani

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