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Il social oscura le pagine
sui Santi. E finisce offline pure
la Fondazione don Mazzolari

E intanto padre Andrea Cassinelli, superiore del Santuario della Fontana, ha spiegato che due pagine da lui aperte sulla Beata Martinengo e sul Beato Innocenzo da Berzo sono state oscurate. In questo caso con una motivazione clamorosa: le pagine infatti sarebbero state segnalate per il loro contenuto offensivo.
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BOZZOLO – La domanda, a qualcuno, è sorta spontanea: non sarà che Zuckerberg ce l’ha con i Santi, o comunque con i personaggi della Chiesa in odore di canonizzazione? Battute a parte, non è passato inosservato l’oscuramento, tra tante, di una pagina Facebook molto particolare e molto seguita nella zona del comprensorio Oglio Po, dove ha avuto origine, e in generale un po’ in tutta Italia. Quella della Fondazione don Primo Mazzolari con sede a Bozzolo.

Proprio così: aperta da un anno e mezzo e con un migliaio di utenti iscritti, la pagina è stata oscurata qualche giorno fa, senza una precisa motivazione. Tuttavia i vertici della Fondazione – con don Bruno Bignami e Giancarlo Ghidorsi, presidente e segretario, in primis – hanno chiesto lumi a chi di dovere, ovviamente interfacciandosi, come sempre in questi casi, mediante una mail e una comunicazione virtuale. La risposta: da un mese circa sarebbe in vigore una legge che vieta di aprire pagine, senza una determinata documentazione, che non siano riconducibili a una persona fisica. “Credo siano motivi pubblicitari – ha spiegato don Bignami – ossia probabilmente c’è il timore che qualche azienda si faccia pubblicità gratuita. Noi però siamo una Fondazione senza scopo di lucro e come tale siamo riconosciuti da tutti: per questo siamo rimasti abbastanza stupiti”.

Pure Ghidorsi è rimasto esterrefatto dinnanzi alla scelta di Facebook, anche perché, come ha evidenziato, al momento dell’iscrizione un anno e mezzo fa, la stessa Fondazione aveva dichiarato la propria natura e i propri fini – ossia promuovere l’opera di don Primo Mazzolari anche mediante l’universo dei social network – dunque la presunta novità legislativa non avrebbe dovuto cambiare le carte in tavola, o almeno non in modo così repentino e drastico (con la chiusura dall’oggi al domani). In ogni caso, Ghidorsi si è subito premurato di spedire la necessaria documentazione a chi di dovere, con la carta d’identità di don Bruno Bignami, così da poter ricondurre la pagina a una persona fisica, sperando di risolvere l’inghippo. Intanto, però, ormai da due settimane la pagina è chiusa e qualche affezionato lettore si chiede perché, tanto che una cinquantina di telefonate sono giunte in Fondazione.

Peraltro non si tratterebbe di un caso isolato: padre Andrea Cassinelli, superiore del Santuario della Fontana di Casalmaggiore, ha infatti spiegato che due pagine da lui aperte sulla Beata Martinengo e sul Beato Innocenzo da Berzo sono state oscurate. In questo caso con una motivazione diversa e assai più clamorosa: le pagine infatti sarebbero state segnalate per il loro contenuto offensivo. Il punto di domanda, molto grande, rimane. E senza tirare in ballo – non è decisamente periodo – le polemiche sui simboli cristiani non sempre condivisi o accettati da altre religioni in nome di chissà quale integrazione, viene da chiedersi: non sarà che Facebook davvero ce l’ha con i Santi?

Giovanni Gardani 

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