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Dosolo, Eric e Marco ora
vegliano come angeli
sul parco dell'Oratorio

La manifestazione è stata organizzata all'aperto dove si è celebrata la Messa presieduta dal Vescovo della Diocesi di Cremona mons. Antonio Napolioni. Toccante la sua omelia durante la quale ha elogiato i genitori e le famiglie
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DOSOLO – Il parroco, don Alessandro Capelletti, lo aveva promesso ad uno dei funerali dei due bimbi morti in luglio in circostanze  simili: intitolare un parco giochi alla loro memoria. E venerdì pomeriggio una straordinaria cerimonia, iniziata col sole, e terminata dopo il tramonto con le lanterne luminose lanciate in cielo, la promessa é stata mantenuta.

E così le mamme di Marco ed Eric sono tornate ad abbracciarsi come avevano fatto durante il rito funebre di uno dei due bambini entrambi di Dosolo e deceduti nello stesso periodo a causa di due distinte tragedie. Il piccolo Marco di sei anni per essere caduto dalla sua minimoto che stava provando sul circuito di Viadana, ed Eric di 8 anni di origini indiane, travolto in bici mentre usciva di casa a Dosolo per recarsi in Oratorio. Proprio l’oratorio ha voluto organizzare una bella festa ieri sera per ricordare i due bambini inaugurando un parco giochi a loro intitolato.

Don Alessandro ha organizzato tutto alla perfezione grazie anche ai numerosissimi parrocchiani ognuno dei quali ha dato veramente un grande aiuto anche economico. All’intera comunità é andato anche il grazie del sindaco Vincenzo Madeo (affiancato da Aldo Vincenzi e Giuseppe Baruffaldi primi cittadini di Sabbioneta e Pomponesco) il quale così si è espresso “Io questo paese l’ho scelto 40 anni fa intuendo quanto fosse solidale e unito e sapevo che non mi sbagliavo”. La manifestazione è stata organizzata all’aperto dove si è celebrata la Messa presieduta dal Vescovo della Diocesi di Cremona mons. Antonio Napolioni. Toccante la sua omelia durante la quale ha elogiato i genitori e le famiglie toccate da tragedie simili perché “voi siete il miracolo nel riuscire ad andare avanti. “La morte ci viene addosso quando meno te lo aspetti – ha continuato il Vescovo ricordando anche i morti del terremoto – ma la verità è che anche Dio ci viene addosso e si prende cura di noi e degli altri dandoci la forza di rimanere  retti. E’ incredibile ma è così”.

Don Alessandro ha poi spiegato la motivazione della intitolazione di quel parco ai due bambini deceduti “Affinché come due angioletti veglino sempre su voi bambini che verrete a giocare qui ricordandovi di loro”. La cerimonia, accompagnata da un piccolo coro della Parrocchia locale ha poi visto lo scoprimento di un Cristo di legno sotto cui sono state applicate le foto di entrambi i piccoli deceduti. Mentre un altro crocifisso, realizzato col legno dei barconi utilizzati dai migranti, portato direttamente da Lampedusa dal sindaco Madeo andrà a collocarsi sull altare della chiesa. A portare una testimonianza commossa anche la presidente provinciale dell’Aido ricordando il gesto di estrema generosità effettuato da entrambi i genitori di Eric e Marco, da cui sono stati prelevati organi che oggi consentono ad altre vite umane di vivere.

Per tutta la durata della cerimonia la mamma di origine ucraina dei Marco è rimasta seduta accanto al marito senza smettere di asciugarsi gli occhi pieni di lacrime. La mamma indiana è riuscita a mantenersi imperturbabile. Solo la nonna ha avuto lamenti disperati avvicinandosi alle foto sotto il crocifisso. Alla fine tutti i bimbi sono stati invitati ad appropriarsi dei giochi nel parco mentre la banda musicale del paese intonava l’inno d’Italia. Con il volo di un deltaplano a disegnare cerchi di fumo bianco sopra la cerimonia.

Rosario Pisani

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