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Isaia Lazzari, da Scandolara
Ravara al Battistero
di Cremona in mostra

Ruffini fu il suo maestro, ne frequentò lo studio già alla fine degli anni Cinquanta. «Ma quella Cremona aveva tanti grandi scultori, come Ferraroni e Priori». Il marmista col genio dell'artista
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SCANDOLARA RAVARA – Ha ormai al suo attivo diverse esposizioni, ma una mostra personale all’interno del Battistero di Cremona non è cosa da tutti i giorni. Innanzitutto non si tratta di un luogo tradizionalmente deputato a ospitare mostre, inoltre è certamente tra i principali monumenti della nostra provincia.
Parliamo di Isaia Lazzari, marmista per passione prima ancora che per professione, nonostante la sua azienda lo abbia fatto conoscere in un vasto territorio. Scultore Lazzari lo è da quasi 60 anni, e oggi, avendo delegato ai figli la conduzione dell’azienda, può dedicarsi all’arte scultorea a pieno regime.

La mostra, curata dall’architetto Ugo Bergamaschi, verrà inaugurata sabato 1 ottobre alle ore 16, e rimarrà aperta fino al 20 ottobre ogni giorno dalle ore 10 alle 12.30 e dalle 16 alle 17. Sabato prossimo a presentare il vernissage sarà Monsignor Achille Bonazzi.

«E’ un amico da anni – afferma Isaia Lazzari – e devo ringraziarlo per l’opportunità. Si era parlato di una mostra di arte sacra e così l’idea si è trasformata in realtà». Lazzari esporrà lavori realizzati recentemente, di diverso materiale e contenuto. Tra i soggetti rappresentati, il Battesimo, l’Annunciazione, la Natività, ma anche l’albero della vita e poi via fino a contenuti più moderni come gli aspetti drammatici dell’immigrazione. I pannelli che verranno esposti saranno dell’amato marmo, nelle diverse sfumature e provenienze, compreso il rosso di Verona già presente nel Battistero, ma anche in gesso patinato e terracotta.

Mentre si prepara a selezionare le opere da spostare a Cremona, Isaia Lazzari osserva la vasta esposizione del suo laboratorio: «Guardo questa roba e mi sembra che provenga dalle mani di Dante Ruffini». Ruffini fu il suo maestro, ne frequentò lo studio già alla fine degli anni Cinquanta. «Ma quella Cremona aveva tanti grandi scultori, come Ferraroni e Priori».

Vanni Raineri

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