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"Sorry for Jesus": Padre
Vittorio emoziona ancora con
reliquia del crocefisso spezzato

"Un ricordo - ha aggiunto Padre Vittorio - che mi porterò sempre dentro emozionandomi nel pensare al gesto di quel ragazzino, di fede musulmana, che ha pensato di salvare quel che restava del crocefisso correndo a portarlo da me. Peccato che quel bambino, non sia mai più risucito a rintracciarlo".
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BOZZOLO – Padre Vittorio Bongiovanni, il missionario originario di Spineda che tra pochi giorni riprenderà il suo posto nella difficile terra della Sierra Leone, non finisce di emozionare. Il periodo di riposo che la Diocesi africana gli concede ogni quattro anni, lo ha impegnato portandolo a visitare scuole, ospedali, parrocchie e feste organizzate in suo onore.

Da Cividale a Rivarolo, Commessaggio, Sabbioneta, a Viadana: ovunque c’era sete della sua saggezza e della sua carica di generosità e fede, portando in ogni luogo, spesso pedalando in bicicletta, la sua straordinaria esperienza raccontando storie, aneddoti, ed episodi da lasciare a bocca aperta anche per merito della sua fleunte capacità oratoria. Il missionario è passato attraverso la micidiale epidemia di Ebola, ha superato le frequenti infezioni di malaria arrivando ad affrontare a tu per tu le incursioni dei guerriglieri che in quel Paese sono famosi per la loro capacità di arruolare i cosidetti “bambini soldato”.

Quello ricordato domenica pomeriggio a Bozzolo durante l’omelia nella suggestiva chiesetta della comunità spirituale “Piccola Betania” è un altro frammento della incredibile esperienza pastorale del frate saveriano. Dopo aver ringraziato il titolare del Centro, don Elio Culpo, assieme al quale ha posto le prime pietre di quel bellissimo luogo nella campagna di Bozzolo, padre Vittorio ha estratto dalla borsa un piccolo crocefisso a cui erano state spezzate le braccia e le mani. “Questo è il ricordo di uno straordinario episodio accaduto due anni fa. Un bambino, non di religione cattolica, è corso da me quasi in lacrime stringendo tra le mani questa che ora io considero la mia reliquia personale. Il bimbo, che avrà avuto 7-8 anni, diceva in inglese “Sorry for Jesus, sorry for Jesus”, spiegandomi che aveva assistito a una sorta di mutilazione al simbolo di Cristo, vedendo che alcuni appartenenti al Fronte nazionale rivoluzionario stavano distruggendo il crocefisso scagliandolo poi in un campo tra l’erba dove lui stava nascosto”.

“Un ricordo – ha aggiunto Padre Vittorio – che mi porterò sempre dentro emozionandomi nel pensare al gesto di quel ragazzino, di fede musulmana, che ha pensato di salvare quel che restava del crocefisso correndo a portarlo da me. Peccato che quel bambino, non sia mai più risucito a rintracciarlo. Ma ora sono sicuro che con le vostre preghiere riuscirete a poco a poco a far ricrescere le mani e le gambe di quel crocefisso spezzato”.

Rosario Pisani

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