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Zona Lido Po, i carpini al
posto dei pioppi che furono:
Ruberti spiega l'operazione

E sulla decisione di non piantare ippocastani rosa in onore della Pomì, proposta da Orlando Ferroni, il consigliere Ruberti spiega: "L’idea di Ferroni resta valida, ma potremmo realizzarla altrove, in un parco che cresca in una zona più interna e meno esposta al passaggio di persone o mezzi”.
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CASALMAGGIORE – E’ stato uno dei temi caldissimi della scorsa estate, quando i pioppi secolari di via Alzaia, presso la zona Lido Po, furono abbattuti perché ammalorati e a rischio schianto. Si combatté, da quelle parti, una guerra di perizie tra agronomi chiamati dal comune di Casalmaggiore e altri convocati da cittadini che, a tutti i costi, volevano salvare quel patrimonio verde di oltre 100 anni.

Alla fine, come noto, quasi tutti i pioppi vennero abbattuti, ma la buona notizia è che per lo meno ora quel filare di via Alzaia sta piano piano (ri)nascendo. Sono infatti stati piantumati nei giorni scorsi undici carpini, per una spesa che si aggira, all’incirca, sui 200 euro per ciascun esemplare. Con tono abbastanza polemico il consigliere Pierfrancesco Ruberti, che ha seguito le operazioni, ha postato su Facebook nelle scorse ore la foto del viale che tra qualche mese, o anno, rivedrà piante di una certa consistenza a contornarlo, dopo essere rimasto orfano dei vecchi pioppi: “Purtroppo il lavoro non fa mai molto rumore come una protesta – spiega Ruberti, contattato per l’occasione – ma finalmente l’operazione è conclusa e col tempo il filare crescerà: era un dovere civico e morale, anche se non giuridico, provvedere a ripristinare il verde venuto meno quest’estate. Abbiamo scelto i carpini anziché i bagolari, chiamati anche spaccasassi perché crescono tranquillamente pure sul secco, perché in quella zona, a ridosso del Po, non vi sarà mai un problema di umidità e dunque abbiamo pensato di investire su una specie più autoctona come il carpino, legata al nostro territorio. Si tratta di una pianta che solitamente cresce in modo più sano rispetto al pioppo, più robusta nei suoi rami e in grado di dare una bella ombra grazie ad un cappello più ampio. Quello che serve per fare rivivere il viale, che ora grazie agli undici carpini è segnato nei suoi confini ideali e dunque risulta molto ordinato”.

Non sarà l’unica operazione. “Quando il terreno che si trova attorno agli esemplari piantumati si assesterà e magari dopo il periodo più piovoso dell’anno – spiega Ruberti – vogliamo sistemare anche la piccola montagnola che si è creata nel tempo dopo i gradini del Lido Po: lì si trovano un rialzo del terreno e due blocchi di marmo che servono a non fare passare le auto. Non è però una soluzione molto apprezzabile dal punto di vista estetico e dunque vedremo di intervenire per sistemare il tutto”.

Domanda d’obbligo: il consigliere con delega alla Golena Orlando Ferroni aveva parlato di piantumare ippocastani rosa in onore della Pomì Casalmaggiore campione d’Europa di volley. Come mai sono poi stati scelti i carpini? “A Ferroni abbiamo spiegato che la sua idea era molto apprezzabile, ma non eseguibile lungo un viale dove passano auto, pedoni e ciclisti. Il motivo è semplice: l’ippocastano produce ricci e castagne che, quando cadono al suolo, oltre a rischiare di colpire in testa i passanti, possono anche bucare gli pneumatici dei mezzi in transito. L’idea di Ferroni resta valida, ma potremmo realizzarla altrove, in un parco che cresca in una zona più interna e meno esposta al passaggio di persone o mezzi”.

Giovanni Gardani 

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