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Bibbia e Corano uniti nella
sostenibilità: spettacolo
con i Popoli in Dialogo

Nel 2014 i Popoli in Dialogo crearono un laboratorio a scuola che portò alla consegna di 400 cittadinanze onorarie, stavolta invece il focus group si è concentrato sulla ricaduta concreta di Bibbia e Corano nella società. “Si tratta di due culture che mediaticamente in questo momento si stanno sfidando, ma sono molto vicine".

CASALMAGGIORE – La Bibbia e il Corano? Non sono poi così distanti. Depurata infatti dalla visione prevalentemente mediatica, i due testi di riferimento, pilastri di due delle culture più importanti al mondo, hanno molti punti in comune. E’ questo il messaggio che il gruppo Popoli in Dialogo vuole trasmettere ai cittadini del comprensorio e in generale a tutti coloro che, venerdì 28 alle ore 21, si recheranno in Auditorium Santa Croce a Casalmaggiore per assistere a una rappresentazione teatrale che parte da uno studio perfezionato nei mesi scorsi.

“Abbiamo lavorato con il focus group Frontiere di Pace – precisa Maria Luisa Manfredi – creato all’intero di un organismo civico nato dal basso. Nella serata di venerdì abbiamo coinvolto i tre ordini di scuola, elementari, medie e superiori, oltre ai ragazzi profughi ospiti di Casa Paola a Rivarolo del Re, alla zona pastorale XI, all’associazione Assalam di Viadana, al gruppo Donne del Maghreb, a don Mario Aldighieri e a don Luigi Pisani. Il punto di partenza è la frase: i regni passano, le città restano. E le città siamo proprio noi, le persone viste nella loro quotidianità”.

Nel 2014 i Popoli in Dialogo crearono un laboratorio a scuola che portò alla consegna di 400 cittadinanze onorarie, stavolta invece il focus group si è concentrato sulla ricaduta concreta di Bibbia e Corano nella società. “Si tratta di due culture che mediaticamente in questo momento si stanno sfidando. Nella realtà hanno dato vita a civiltà notevoli e noi ora dobbiamo rispondere a una domanda semplice: siamo per il dialogo o per la barbarie? Dato che il nostro obiettivo è il primo, crediamo che il passo iniziale sia quello dell’ascolto e della conoscenza. La nostra è stata una lettura civile e laica, dunque non teologica, di Bibbia e Corano, partendo da una educazione alla cittadinanza. Non capire che siamo cittadini di una società globalizzata sarebbe anacronistico, quindi anche il fenomeno dell’immigrazione non va respinto, ma gestito”.

Nel lavoro che sarà presentato venerdì sera, di fatto una rappresentazione teatrale ispirata al libercolo nato dagli studi comparati di questi mesi, saranno tre le direttrici della sostenibilità che verranno portate avanti: ambientale, nel senso di rispetto della Terra, economica, nel senso di rispetto delle risorse, e sociale, nel senso di rispetto dei popoli e dell’uomo. “Per entrambe le tradizioni ispirate da Bibbia e Corano – precisa Maria Luisa Manfredi – la persona è un soggetto unico, libero e responsabile con la possibilità di fare il bene e il male ma anche capace di perdonare. La Misericordia, checché se ne dica, è ben presente anche nelle 114 sure del Corano. Io l’ho letto per ben tre volte, e posso confermarlo”.

Venerdì saranno presenti, oltre a Maria Luisa Manfredi, anche Teresa Rosa del Mercato Equosolidale, il gruppo Donne del Maghreb con Naima Boubnam, Luigi Gardini e Rosa Zeli per la zona pastorale XI, don Mario Aldighieri, don Luigi Pisani, Katia Araldi per il gruppo del Rinnovamento di Santo Stefano e Siddiki per l’associazione Assalam di Viadana. Ma protagonisti saranno anche, come detto, i profughi di Casa Paola a Rivarolo del Re, i ragazzi della scuola media Diotti con la prof. Lucilla Valenti e qualche studente del Polo Romani.

“Non abbiamo scelto una data casuale: quella che ricorre venerdì è la XV giornata del dialogo cristiano-islamico, istituita non a caso dopo l’11 settembre 2001, con l’attentato alle Torri Gemelle – spiega Manfredi – . Abbiamo voluto affrontare la nostra lettura comparata anche dal punto di vista multimediale, ma il progetto potrebbe portare a un ponte teatrale durante l’anno, con la riproposizione dello spettacolo nel territorio. Peraltro le zone pastorali IX, X e XI il 10 novembre si incontreranno per iniziare a discutere del tema dell’immigrazione, scelto per questo 2016-2017. Tornando allo spettacolo, vorremmo fosse itinerante, perché merita di essere visto sul territorio, dato che offre prospettive di convivialità che i media oggi non danno. Per questo ringraziamo la regista Fiorenza Raffagli di Marcaria, per l’enorme contributo, oltre al comune e alla biblioteca di Casalmaggiore per il patrocinio”.

Giovanni Gardani 

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