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Piano Urbano del Traffico,
presentazione in consiglio.
Ora spazio alle osservazioni

Leoni: "Non è che il giorno dopo che verrà approvato il PUT sconvolgeremo la città perché tutto è vincolato ed è legato a delle fasi operative ben chiare e pure di bilancio, progetti definitivi ed esecutivi dove in quella fase i consiglieri tutti potranno e avranno il diritto di dire la loro"

CASALMAGGIORE – Novità poche, almeno rispetto a quanto emerso già dal VAS. Qualche precisazione in più, qualche tavola maggiormente definita e la considerazione – fatta ancor prima che il Piano Urbano del Traffico venisse prima presentato – sulla possibilità che lo stesso subisca modifiche, o venga stravolto in fase di presentazione delle osservazioni o nella fase successiva, quella dei progetti definitivi. D’altronde, come dicevano gli antichi (ed anche quelli un poco più moderni) nulla è certo se non la morte e in vita tutto può succedere. Anche che una soluzione prospettata sia modificata poi.

A presentare il Piano Urbano del Traffico il vicesindaco Giovanni Leoni. Un excursus storico e normativo il suo, che ha spiegato il perché del Piano. L’ultimo risaliva al 2005. Nel 2011, con l’amministrazione precedente, la giunta aveva dato il via al lavoro preliminare di revisione del piano, ma quel lavoro rimase solo sulla carta. “L’amministrazione ha voluto e dovuto affrontare la questione – ha spiegato Leoni – e c’era tutta la storia da recuperare. Per quel motivo il responsabile del servizio ha dato l’incarico all’ingegner Favalli di rivedere integrare e progettare il PUT”. Un lavoro proseguito dopo un anno e mezzo, direttamente dalla Commissione in cui, a detta di Leoni, Favalli passa dal ruolo di progettista a quello di consulente. “Ringrazio tutti i membri della Commissione per il lavoro svolto”. Un lavoro, secondo Leoni, frutto della più ampia concertazione tra membri di maggioranza e minoranza. Ancora un passaggio relativo all’iter che non avrebbe richiesto la presentazione del Piano in Consiglio (ma solo l’approvazione in giunta prima dei 30 giorni relativi alle osservazioni) “Una precisazione. Quell’approvazione definitiva, come avete visto nel tempo delle polemiche ho deciso di non andare sui giornali, ma non perché non le considerassi. Non sono disattento però alle polemiche perché è naturale che nella pancia della comunità, di qualsiasi comunità ci sia il coinvolgimento è questo è sicuramente positivo perché l’amministratore che non sa ascoltare le polemiche ha bisogno di crescere. Però non è detto che se ascolta le polemiche deve accettarle tutte, deve far tesoro e valutare quali vanno bene al bene comune e quali si possono allineare ad una visione della volontà politica. Se un’amministrazione si è messa in gioco per amministrare è giusto e doveroso che ci metta del suo in quel che sta facendo. Se qualcun altro è in disaccordo alle prossime elezioni si può mettere in discussione ed amministrare. C’è la massima democrazia vincendo le elezioni”. Poi un accenno al documento di Slow Town che chiedeva il ritiro del PUT, con un segnale di pace. “La decisione e l’approvazione definitiva del PUT, per rispondere a quello che è la preoccupazione di chi diceva ‘fermatevi sin che siamo in tempo’,  vorrei mandare un messaggio di serenità. Non è che il giorno dopo che verrà approvato il PUT sconvolgeremo la città perché tutto è vincolato ed è legato a delle fasi operative ben chiare e pure di bilancio, progetti definitivi ed esecutivi dove in quella fase i consiglieri tutti potranno e avranno il diritto di dire la loro e quei progetti che dovranno entrare più nel merito”. Il PUT in parole povere dovrà passare alla fase esecutiva, e nella progettazione definitiva entreranno in gioco progettisti qualificati del settore. “Se i progettisti dimostreranno che quella previsione del PUT è un’utopia o è insostenibile – ha concluso Leoni – lì sarà il momento di potenzialmente modificare le previsioni. Perché il PUT ogni due anni va verificato ed adeguato”. In più non ci sono molti soldi a disposizione, anzi ce ne sono pochi: “Se in questi due anni come io auspico l’amministrazione trovasse i soldi per qualche piccolo intervento su una visione generale del sistema. C’è la massima tranquillità affinché in primis i consiglieri dicano la loro in quel momento. Spero che in questi trenta giorni di osservazioni ne arrivino tante, perché saranno un contributo. La bacchetta magica non ce l’ha nessuno in tasca”.

Poi è stato il turno di Francesco Ruberti, anche lui ha chiarito che il piano non cambierà immediatamente la città. “Questo piano innanzitutto evidenzia delle problematiche con delle provocazioni, con delle soluzioni per migliorarle, per dargli un aspetto diverso o addirittura per porre un problema che nessuno dice che durante un’osservazione a un problema posto che possa essere una soluzione migliore assolutamente se l’osservazione ha come merito di dire questo a mio avviso non va perché è meglio quest’altra soluzione ben venga. Se la soluzione parte con questo è sbagliato perché siete così così così per me il discorso fondamentalmente finisce lì”. In seguito il consigliere che ha guidato la commissione urbanistica ha illustrato tutte le variazioni, le provocazioni, i problemi del nuovo Piano del Traffico, tavola per tavola. Non ci dilungheremo sulla questione (peraltro già ampiamente trattata al momento in cui fu pubblicato il VAS). Quelle soluzioni che emergevano dalle tavole del VAS (dal doppio senso in via Favagrossa, al ridisegno della parte finale di via Marconi, alla modifica del senso di marcia di un tratto di via Romani, allo stop e ciclabile di via Guerrazzi, al parco di via Trento) sono rimaste tali anche se le tavole illustrate da Ruberti le hanno messe in maggior evidenza. Uno dei pochi particolari che non era emerso nelle tavole del VAS è la realizzazione di una rotonda in area Duomo con la creazione di un piccolo tratto di ciclabile ad uso promiscuo con i pedoni per facilitare l’ingresso dal Duomo al Busi.

La questione Parco o ‘spauracchio’ per dirla alla maniera del responsabile della commissione urbanistica. Un “piccolo parcheggio che viene fatto all’interno del Parco di via Porzio. Si è pensato di allungare il piccolo tratto chiuso di via Marconi, creare una specie di ingresso, viene prelevato una superficie di circa 700 metri quadrati nella parte frontale adiacente a via Porzio”. 700 metri quadri (poco più di due campi e mezzo da tennis – 260,95 metri quadri per gli amanti delle comparazioni – compresi i corridoi laterali, per intenderci), per creare “Una sorta di rotatoria, di invito perché quelli che scendono da via Bixio sono obbligati ad entrare in questo parcheggio e già trovano da parcheggiare”. Poi ancora via Cavour, sosta delle corriere col problema dell’uscita di via Minatori del Belgio. A dover essere spostato il muro delle case dell’Alea per dare alle corriere lo spazio di manovra. ZTL nel primo tratto di via Baldesio per la sicurezza dei ciclisti. “Non la propongo come soluzione immediata, non è tra le prime priorità ma un pensiero a lungo termine”. Poi piazza Turati: “Una proposta organolettica, che è la proposta di riempire l’attuale fontana con sassi colorati creando lo stesso concetto di base che era partito. Una licenza poetica estetica”. Un ammissione sui parcheggi: “Dire che Casalmaggiore è servita male dai parcheggi è sbagliato”. Poi dopo oltre due ore, spazio al dibattito.

Il primo ad intervenire il consigliere Calogero Tascarella (CNC): “Ho apprezzato molto questo lavoro per come è stato piegato in tutta la sua chiarezza, poi, l’ho detto in commissione che non sono d’accordo su certe ipotesi che hai fatto bene a continuare a chiamare ipotesi. Mi pare non ci sia niente di definitivo. Noi in commissione urbanistica non abbiamo fatto altro che prendere atto di decisioni, spesso criticarle. Qualcuna è stata anche condivisa, qualche altra sistemata. Nell’impostazione e nella filosofia comunque non ci siamo ritrovati d’accordo, in quella filosofia che vede la città come una vetrina, in cui più passano auto e meglio è. E’ una filosofia diversa quella che ho io in particolare su certi punti della città, non su tutta la città. Questo sia ben chiaro. Una di questa è la riapertura al traffico di piazza Turati, in cui però prendo come impegno della giunta che quei parcheggi siano riservati agli anziani. A questo punto la potrei anche accogliere. In ogni caso ci riserviamo di fare delle osservazioni, ne abbiamo più d’una anche per l’incidenza in qualche punto che riteniamo piuttosto pericoloso. Anche perché alcune modifiche che vengono proposte erano già presenti in passato in questa città ed erano state modificate proprio per la pericolosità”.

Ad intervenire successivamente Alessandro Rosa (Listone): “Anch’io mi unisco ai ringraziamenti al consigliere Ruberti perché anche in sede extra consiliare c’è sempre stato un confronto positivo”. Il consigliere Rosa ha inoltre ringraziato il presidente della commissione urbanistica per aver fornito all’opposizione tutta la documentazione per la discussione all’interno dei gruppi di riferimento. “Entrando un attimo nel merito ci sono alcuni punti del PUT che apprezzo ma altri che riteniamo problematici e di cui non condividiamo la filosofia sottesa. Su alcuni punti come la protezione dell’utenza debole o alcuni parcheggi che riteniamo un po’ forzati credo che ci sarà da discutere in modo particolare”. 

Ad intervenire in seguito il consigliere di maggioranza Orlando Ferroni (indipendente – FI): “E’ inequivocabile che è stato fatto un lavoro mai visto con passione e non politicizzato. E’ una delle poche volte che la politica non gioca un ruolo preminente. E’ abbastanza evidente che si è lavorato per cercare di soddisfare la maggior parte e soprattutto di essere razionale. E’ impossibile accontentare tutti, anch’io. E anch’io cercherei di puntare di più sulla viabilità ciclopedonale e di lasciare il più possibile fuori le macchine ma capisco che bisogna mediare. Attualmente chi va a piedi o in bicicletta rischiano la vita, parliamoci chiaro, qui mi sembra che un passo avanti si sia fatto. Si può fare di più, e mi confronterò col mio gruppo in maniera propositiva”. Secondo Ferroni bisogna porre più attenzioni alle frazioni e vedere di identificare un’area adeguata alle manifestazioni come era un tempo il campo sportivo di via Corsica.

A parlare in seguito Giuseppe Scaglioni, della maggioranza, “Mi unisco ai complimenti per il lavoro svolto e per la soluzione del parco di Via Romani perché la soluzione dove viene realizzato il parcheggio è retaggio di gentaglie e quant’altro”. La soluzione del problema è quella di eliminare l’area in cui il problema si pone. Alla stessa maniera si potrebbe – seguendo la stessa logica – abbattere tutte le piante del primo tratto del parco Golena dove più volte è stata segnalata la presenza di ragazzi che fumano erba. O radere al suolo qualche edificio della piazza perché in piazza in orario notturno, c’é qualche rissa di tanto in tanto.

Anche lo stesso Ruberti è intervenuto facendo un’osservazione al PUT: “Un pensiero assolutamente mio. Gli interventi di questo tipo hanno dei costi inimmaginabili che magari un amministrazione possa affrontare con convinzione e decisione delle robe di questo tipo deve fare dei conti e dei bilanci con i costi e con i tagli che ci verranno ancora fatti da Mastro Lindo però se dovessi scegliere come amministratore di fare un intervento faccio un piccolo esempio del parcheggio, visto che è quello più contestato, del parco nel piccolo tratto adiacente a via Porzio io spingerei di più per sistemare la via Cairoli che il porfido di via Cairoli è in una situazione tragica”. Piuttosto che ciclabili in area urbana, Ruberti ha rimarcato la priorità, sposando la tesi di Ferroni, di quelle in area extraurbana. “Da Vicomoscano, a Quattrocase a Casalbellotto uno parte facendosi il segno della croce”.

Pierluigi Pasotto (CNC): “Il lavoro c’è stato, dopodiché quella proposta che avevo fatto è stata fatta da uno che non è un urbanista, io non lo sono. Sarebbe stata buona cosa commissionare uno studio comparato sia per quanto riguarda il traffico ciclabile per trovare un maggior equilibrio. I punti di conflitto che abbiamo visto sono una cosa che mi preoccupano”. Un accenno anche al fatto che i PUT in genere vengono commissionati a tecnici non del territorio. “Il PUT è uno strumento importante. La filosofia che lo muove mi vede da un’altra parte non per tutto. Ci sono cose che condivido, altre che mi trovano lontano”. Una piazza Turati, che Pasotto vorrebbe continuare a tenere interdetta al traffico. “Avrei preferito un’assemblea pubblica – ha concluso Pasotto – perché ho visto che anche questa sera ci sono diversi cittadini e il Piano Urbano del Traffico va a toccare anche quelli che non sono interessi ideali, ma pratici. Io non penso che traffico equivalga a maggior interesse economico per chi ha delle attività”. Altro spunto sulla qualità dell’aria da tenere sotto controllo.

“Le osservazioni – ha chiuso Leoni – avranno il massimo approfondimento”. Ora spazio alle osservazioni, per il futuro si vedrà. Intanto il PUT è stato presentato. Non definitivo, provocatorio, evidenziante problemi che dovranno essere risolti magari in sede di progettazione o ancor prima a fronte di osservazioni che potrebbero far cambiare idea (forse) prima che le scelte diventino definitive e – come nel caso del parco – incontrovertibili.

Nazzareno Condina

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