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Centro Co.Me.Te: arriva il
Counselor per migliorare
la qualità della vita

Il counselor non è uno psicoterapeuta, non fa diagnosi. La figura professionale del counselor è nata negli anni Trenta in America. In Italia oggi è disciplinata dalla Legge 4/2013, con funzioni e ruoli specifici.
Nella foto: da sinistra Stefania Panizzi, Fausto Maffei e Bruno Camaiora

fausto-maffeiCASALMAGGIORE – La cooperativa Co.Me.Te (Cooperativa Medici Territorio) aggiunge il 54° servizio a quelli già offerti in campo medico e specialistico. E, per una volta, non si tratta di un servizio medico, ma di un Centro di Ascolto o di Counseling, per dirla in termini tecnici.

Il nuovo servizio è stato presentato ieri sera nella sede di Casalmaggiore da Bruno Camaiora, Stefania Panizzi e dal Counselor Fausto Maffei che si occuperà del servizio. “E’ una figura nuova e inedita – ha spiegato Camaiora – per la nostra realtà. Il Sanitario si apre a figure diverse, non mediche, ma figure già presenti all’estero e di cui credo, in futuro, ci sarà sempre più bisogno”. Stefania Panizzi ha aggiunto che: “La figura del Counselor al Centro Co.Me.Te. è un unicum sul territorio che va ad arricchire il ventaglio di prestazioni offerte”.

“Il Counseling – ha spiegato poi Fausto Maffei, Counselor diplomato al LASU (Libera Accademia delle Scienze Umane) di Parma – , è una relazione di aiuto, il cui obiettivo è il miglioramento della qualità di vita del cliente, sostenendo i suoi punti di forza e le sue capacità di autodeterminazione. Il counselor non offre soluzioni né consigli, non interpreta e non giudica, ma accompagna il cliente attraverso un cammino di sperimentazione, creatività, responsabilità e consapevolezza, alla ricerca di comportamenti più adeguati alla sua situazione. Il counselor non è uno psicoterapeuta, non fa diagnosi. La figura professionale del counselor è nata negli anni Trenta in America. In Italia oggi è disciplinata dalla Legge 4/2013, con funzioni e ruoli specifici. Da queste premesse è nato il centro di ascolto, uno spazio di riflessione, un ambiente protetto, in cui le persone possono confrontarsi con un counselor, essere ascoltate ed eventualmente concordare l’inizio di un percorso, nel quale esplorare difficoltà relative a processi evolutivi, fasi di transizione, stati di crisi e rinforzare capacità di scelta o di cambiamento. Un percorso in cui affrontare un disagio, un evento traumatico, un lutto, una violenza, una malattia, un difficile momento in famiglia, sul lavoro, nelle relazioni sociali ed affettive, un cambiamento personale o professionale, una decisione importante da prendere, un problema da risolvere o più semplicemente la voglia di stare bene con se stessi e con gli altri. La persona che si rivolge al counselor non è una persona malata, affetto da una patologia dichiarata, ma è semplicemente un individuo che ha bisogno di non sentirsi solo in alcuni momenti complessi o di transizione della sua vita. Il Counselor si rivolge al singolo, alle famiglie, a gruppi. Io credo molto nel lavoro di rete che è fondamentale: il counselor ripeto non si occupa di patologia, ma ascolta, accompagna chi si rivolge. E’ una relazione d’aiuto quella che si stabilisce. L’idea è che ognuno abbia dentro di se qualcosa che serve a stare meglio. Nel rapporto che si crea io aiuto a tirare fuori proprio queste risorse, per il benessere della persona. Aiuto ed accompagno le persone in un percorso che è un percorso in cui la persona viene presa per quel che è. Nel caso se ne riscontri la necessità, si orienta il cliente verso servizi più idonei alla risoluzione del proprio problema”.

Sono già stati definiti due progetti, che seguono questa filosofia e riguardano la possibilità di liberarsi da alcune dipendenze: il fumo ed il gioco d’azzardo. Progetti che vedranno la collaborazione della psicologa Elena Ferrari. “Sono indirizzati anche a familiari e amici – aggiunge Maffei – che ritengono di avere bisogno di un sostegno nella ricerca di strade e comportamenti adeguati per se stessi e nei confronti delle persone a loro vicine con queste dipendenze”. Fausto Maffei, 56 anni, viene dal mondo del volontariato sociale e delle comunità. Per anni si è occupato di ascolto ed ha lavorato nelle tossicodipendenze come operatore, oltre ad aver lavorato come operatore di strada a Cremona, nelle aree più degradate della città. Fausto Maffei sarà presente al Centro tutti i lunedì e venerdì dalle 18 alle 19. “Non serve appuntamento come per gli altri specialisti – conclude Maffei – si può venire anche senza”. Solo per parlare consapevoli di una persona che è lì, anche e solo per ascoltarti.

Nazzareno Condina

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