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Pomponesco, la festa
del Ringraziamento
ha radici giovani

La festa andrà avanti con gli appuntamenti con la buona tavola, le gare coi trattori, l’esposizione degli animali per mostrare ai bambini ciò che magari non hanno mai visto con un collegamento diretto con la piazza principale dove ci sarà un mercato

POMPONESCO – “Sono questi giovani la nostra forza e la garanzia per il futuro, nel senso che questa iniziativa potrà sempre andare avanti e migliorare”. Con simili espressioni il sindaco di Pomponesco Giuseppe Baruffaldi ha presentato con entusiasmo sabato mattina in Municipio la 25esima edizione della Festa del Ringraziamento che durerà tre giorni, da venerdi 11 a domenica 13 febbraio. “Una ricorrenza che non può sfuggire ad un riferimento religioso dato che (come ha sottilineato don Davide Barilli) al di la della metereologia e degli attrezzi sempre più tecnologici, i risultati alla fine dipendono sempre dalla divina provvidenza. Ed è giusto quindi ricordarsi di ringraziare chi favorisce tutto questo“. Cosi accanto al presidente organizzativo, lo storico Marziano Rossi, appaiono adesso ragazzi e ragazze determinatissimi nell’allestire un evento che non è solo improntato al tema dell’agricoltura e alla gastronomia ma anche a quello culturale e sociale. Importantissimo in tale contesto il Convegno che si terrà venerdi 11 alle ore 18 presso il Teatro 900 sul tema dei finanziamenti alle imprese agricole oltre che sulle tecniche e le esperienze specifiche. Tra gli altri, ospite anche l’assessore regionale Gianni Fava. Poi la festa andrà avanti con gli appuntamenti con la buona tavola, le gare coi trattori, l’esposizione degli animali per mostrare ai bambini ciò che magari non hanno mai visto con un collegamento diretto con la piazza principale dove ci sarà un mercato di oggetti artigianali oltre che la presenza dei Villici di QuattroCastella con la rappresentazione dei Vecchi mestieri. Ciò che più rafforza la Festa del ringraziamento di Pomponesco è proprio l’entusiasmo e la determinazione di questi giovanissimi i quali, nonostante le lauree e i diplomi in tasca dedicano tutto il loro tempo ai lavori nei campi onorando splenddiamente il testimone ricevuto dai nonni e dai genitori.

Rosario Pisani

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