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Da lettori ad autori: da otto
giovani Casalaschi guidati
da Acquaroni è nato "Reves"

Un anno fa l’incontro con Mauro Acquaroni ha segnato la svolta. Il noto romanziere casalasco, in seguito alla presentazione del suo ultimo romanzo, ha spinto i giovani a finire dalla parte opposta, ovvero a provare a stare loro stessi dalla parte dello scrittore.

CASALMAGGIORE – Scrittori in erba a Casalmaggiore: domenica presso il Museo Diotti si è svolta una interessante iniziativa. Otto giovani ragazzi si sono infatti presentati con una raccolta di racconti scritti da loro. La manifestazione intitolata “Reves” ha avuto un ottimo successo ed è stata seguita da diversi lettori adulti, tra cui il notaio Mauro Acquaroni che tra l’altro è il curatore del progetto avendone gestito e controllato i testi. Per il resto hanno fatto tutto loro, i giovani scrittori in erba riuniti nel gruppo “Club dei lettori” di cui si sentirà ancora sicuramente parlare. La raccolta “Reves” è stato infatti lo strumento con cui il Club del Libro di Casalmaggiore, alias Librido, si è presentato al piccolo e, perché no?, al grande pubblico.

Nella foto il pubblico alla presentazione

Nella foto il pubblico alla presentazione

Esso è stato, per oltre tre anni, principalmente una piacevole occasione di ritrovo mensile in cui poter discorrere sul libro selezionato il mese precedente. Un anno fa l’incontro con Mauro Acquaroni ha segnato la svolta. Il noto romanziere casalasco, in seguito alla presentazione del suo ultimo romanzo, ha spinto i giovani a finire dalla parte opposta, ovvero a provare a stare loro stessi dalla parte dello scrittore. Così facendo ha fatto sì che otto di questi appassionati lettori si cimentassero nell’esercizio letterario. Si tratta di Paolo Rossi, Federica Paroli, Valentina Barbiani, Gabriele Paroli, Silvia Porzani, Andrea Brozzi, Sebastiano Fortugno Patrizia Storti, questi i nomi degli otto lettori-autori. Citando il loro committente: “Il risultato è questo lavoro, fresco, immaturo, ingenuo e presuntuoso come ogni lavoro giovanile sa essere, perché si possa capire quanto difficile e possibile sia il mestiere dello scrittore”.

Rosario Pisani

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