Cronaca
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Casalmaggiore, città delle petizioni: cinque quelle attive sul territorio

Tre contro il Piano Urbano del Traffico. Una, quello Conad, contro l'ampliamento del supermercato con riduzione dei posti auto alle porte della città e un altro (rotonda Penny) dei residenti delle aree limitrofe.

CASALMAGGIORE – Cinque raccolte firme in un colpo solo. Se non è un record, poco ci manca. Tre contro il Piano Urbano del Traffico. Una, quello Conad, contro il previsto ampliamento del supermercato con riduzione dei posti auto alle porte della città e un altro (rotonda Penny) dei residenti delle aree limitrofe. Un diffuso malcontento quello dei cittadini di cui la politica – forse – dovrà tenere conto. Ma vediamoli nel dettaglio.

AMPLIAMENTO CONAD – promotore Claudio Piccinelli, ex tecnico comunale ed ex consigliere Leghista. Secondo il promotore l’ampliamento del Conad porta via 45 stalli di uso pubblico. “No perché verranno sottratti ai cittadini 45 posti macchina (il 30% degli attuali 150 stalli disponibili); No perché l’entrata e l’uscita del parcheggio, attuate nello stesso punto, causeranno pericoli alla viabilità; No perché l’ampliamento danneggerà l’ambiente circostante, gli altri Centri Commerciali e negozi”. Un invito all’amministrazione a ripensare al progetto. L’accordo però già c’é ed è difficile prevedere un ripensamento da parte dell’amministrazione nonostante l’appello lanciato ieri anche dall’ex sindaco Luciano Toscani.

ROTONDA PENNY – promotore Alberto Fazzi, segretario del Listone. Due progetti, un gran caos ed il rischio di ricorsi tra i proprietari dell’area e la Provincia. “I residenti di via Foscolo e delle vie attigue rischiano di trovarsi isolati – raccontava qualche giorno fa lo stesso Fazzi – e la viabilità dell’area rischia di diventare un vero caos”. Uno dei progetti vede la riduzione del parcheggio penny, il secondo è spostato più sull’area ex coop. In entrambi i casi le due proprietà non sembrano essere d’accordo nella perdita di aree di propria pertinenza e comunque, per entrambe le opzioni, si apriranno problemi seri di viabilità legate all’accesso (e soprattutto all’uscita) dalle zone residenziali e dalle zone commerciali. Non sarà una strada nuova (quella che verrà aperta subito dopo l’area Penny) a risolvere il problema.

PARCO LICEO ROMANI – Promotori Persona Ambiente, Comitato Slow Town, rete negozi amici della città dei Bambini e singoli. 1300 firme, tra petizione on line e tam tam dei negozianti. Sono stati loro i veri artefici del successo della raccolta contro un progetto che prevede la riduzione per 700 metri quadri, dell’area parco con l’abbattimento di numerose piante per far spazio alla strada di collegamento tra via Marconi e via Porzio e a parcheggi. E’ una delle novità del PUT, un delle più contestate. “700 metri quadri di parcheggio nell’unico polmone verde al centro della città sacrificati – ha spiegato Damiano Chiarini (Persona Ambiente). Ad oggi senz’altro è un’area degradata, perché non viene curata. Se fosse illuminata, venisse tenuta pulita, ci fosse un po di attenzione per il senso civico avremmo risolto il problema. Invece il PUT prevede la riapertura del tratto terminale di via Marconi per dare l’accesso al parcheggio e parcheggiare, dimenticando tutti quegli studenti che ogni mattina dal Liceo vanno verso la palestra Marconi”. E che, anche secondo il Comitato Slow Town si troveranno in situazione di oggettivo pericolo. La petizione chiede la riqualificazione dell’area lasciando intatta la situazione attuale. L’opposizione di Centro Sinistra (CNC) non ha appoggiato la petizione, scegliendo la linea di un progetto più ‘dolce’ con autobloccanti ed il taglio di un numero minimo di piante per far posto alle auto. Le firme raccolte sono state comunque bypartisan. Neppure Orlando Ferroni, che sostiene la maggioranza di Filippo Bongiovanni, sostiene l’operazione: “Un’idea che non mi piace, ma tanto non verrà mai realizzata, fortunatamente” ha ripetuto al termine dell’incontro sul PUT in Auditorium a chi gliene chiedeva conto.

PIAZZA TURATI – Promotore Giorgio Pognani (Piasa Vecia). Dopo anni di progressivo degrado dell’area, con un progetto che con il senno di poi ha presentato diversi problemi, dopo numerose chiusure c’era chi, come Giorgio Pognani, aveva aperto un locale per puntare su una piazza chiusa al traffico dall’indiscusso fascino. 200 i frequentatori della salsamenteria che hanno già detto no alla riapertura della piazza al traffico e alla realizzazione di parcheggi. “Tenendo conto – spiega Gian Carlo Simoni (Slow Town) del fatto che la riqualificazione che fu fatta quando la piazza è stata realizzata è discutibile, riaprirla, per otto stalli auto, porterà ulteriori problemi. Perché le tante auto in più che arriveranno in Piazza, avranno solo due possibilità per passare dall’altra parte. O andare in via Favagrossa, in cui aumenterà il flusso delle auto, o prendere la scorciatoia, diventando la prima parte di via Baldesio ZTL, per passare sulla via del Lino e via Baldesio ed uscire dall’altra parte. Ad aggravare la cosa c’è il fatto che le auto che arriveranno da via Porzio non potranno più passare per via Pozzi e saranno costrette ad entrare in piazza. Noi saremo costretti ad entrare tutti in piazza, e la gente capirà presto che il modo di uscirne più velocemente sarà quello di passare in piazza Turati”. Un bel dilemma insomma anche qui, per 8 posti auto guadagnati. Cui prodest? A chi giova la riapertura al traffico di piazza Turati?

VIA FAVAGROSSA – Promotrice Gabriella Carinelli (Edicola Portobello – Rete negozi Amici Città dei bambini). Dopo la raccolta firme relativa al parco, alcuni dei commercianti che già le avevano raccolte per l’area verde hanno deciso di dare una mano ai commercianti di via Favagrossa che, in base al nuovo PUT perderanno tutti i parcheggi sulla prima parte della via (quella che dalla piazza arriva all’Isola Bella) per ritrovarsi un doppio senso di marcia. Doppio senso che era stato eliminato negli anni ’90 proprio per l’esiguità della strada e l’oggettivo pericolo di chi va in bici o a piedi. Qui però si pensa che il dialogo sia ancora possibile: “Non tutto è fatto – spiega Gennaro Romano, marito di Gabriella – e secondo me c’é ancora spazio per discuterne. Non ne facciamo una polemica ed incontreremo l’amministrazione per capire che possibilità ci sono di mantenere la via a senso unico”. Possibilità di manovra? Poche invero. A meno di radicali ripensamenti dell’amministrazione stessa rispetto al Piano. C’é chi come Stefania Casetti (Fotorastelli) chiede, piuttosto che il doppio senso, la ciclabile “Piuttosto che riaprire al traffico e se proprio si vogliono eliminare i parcheggi – aveva sostenuto qualche mese fa la titolare dell’attività in via Favagrossa – si mettano in sicurezza i ciclisti. Io c’ero già col doppio senso e ricordo i pericoli per chi percorreva la nostra via”.

Cinque raccolte, cinque segnali di malessere che dovranno essere affrontati dall’Amministrazione che ha appena pubblicato il PUT all’albo pretorio aprendo così la possibilità di richieste di modifiche al piano per la viabilità urbana. Continua intanto a sollevare discussioni la questione della mancata esposizione in forma cartacea delle stesse. Ieri il vice sindaco Vanni Leoni, su appello del consigliere del Listone Alessandro Rosa, ha dato il permesso per un secondo punto di consultazione delle tavole, il Centro Servizi al Cittadino al pian terreno del palazzo Comunale. Ma la richiesta va oltre: si chiede uno spazio in cui possano essere esposte. Lo si era già fatto (con un’amministrazione diversa) ai tempi della Gronda Nord quando le tavole erano state affisse nel corridoio del palazzo comunale. Si sta muovendo il mondo dell’associazionismo locale: se non sarà l’amministrazione (che peraltro non è obbligata a farlo) ad esporre il cartaceo (una ventina di tavole) del PUT, potrebbe essere qualche associazione cittadina a farlo.

Nazzareno Condina

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