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Rivarolo, opposizione all'attacco. Raccolta firme contro l'uscita da Foedus

Cesy Chittolini: “Non sappiamo cosa succederà il 2 gennaio ne come verranno erogati i servizi. Ci saranno dei problemi con il personale, a causa di trasferimenti e mobilità e non è escluso che l’impiegato dell’anagrafe debba andare a coprire i buchi"

RIVAROLO MANTOVANO – I Cittadini di Rivarolo non si arrendono alla decisione Comunale di uscire da Foedus. E nemmeno alla recente scelta del sindaco Massimiliano Galli e Amministrazione di affidarsi ad un eventuale referendum da tenersi la primavera prossima. Una consultazione tardiva e ininfluente che non avrebbe, tra l’altro, carattere abrogativo e nemmeno consultivo ma semplicemente uno scopo confermativo.

“A questo punto si rende necessaria un’azione di forza – ha spiegato Raffaele Milani capogruppo di minoranza durante l’assemblea pubblica di mercoledi sera – per indurre il primo cittadino a ritornare sui suoi passi”. Oltretutto, secondo quanto riferito da Milani che aveva vicino gli altri due componenti l’opposizione Favagrossa e Molteni, l’iniziativa delle firme sarebbe stata suggerita dalla Prefettura di Mantova portata a conoscenza del malcontento del paese. Doppio Il documento su cui hanno cominciato a firmare le persone presenti nella sala civica. Una doppia petizione attraverso la quale i cittadini, già un’ottantina, chiedono di essere consultati tramite referendum popolare affinche sia il popolo sovrano, come sancito dall’articolo 1 della Costituzione a decidere se restare con Foedus oppure costituire una nuova Unione con Bozzolo.

Il secondo quesito investe aspetti economici ritenendo che le spese connesse al recesso comportino un danno erariale non solo a Rivarolo ma anche agli altri tre comuni aggregati a Foedus e cioè Spineda, Rivarolo del Re e Casteldidone. Proprio sulla questione dei quattrini si è fatto più interessante la serata quando Milani ha elencato i costi che dal prossimo anno sarebbero ricaduti sulla popolazione per la penale da pagare, lo spostamento del server informatico, l’acquisto di un nuovo pulmino per il trasporto degli alunni a scuola e altre attrezzature di proprietà dell’Unione.

A questo panorama piuttosto preoccupante si è aggiunta la dichiarazione della responsabile sindacalista provinciale Cesy Chittolini che cosi si è espressa “Non sappiamo cosa succederà il 2 gennaio ne come verranno erogati i servizi. Ci saranno dei problemi con il personale, a causa di trasferimenti e mobilità e non è escluso che l’impiegato dell’anagrafe debba andare a coprire i buchi all’ufficio Tributi o viceversa”. E’ stato poi invitato a prendere la parola il presidente di Foedus Davide Caleffi il quale ha ribadito che tutti i mezzi erano stati comprati a nome dell’Unione e che quindi i Comuni non avevano sborsato un euro confermando quindi l’obbligatorietà di acquistarne di nuovi da parte di chi aveva scelto di recedere.

Milani aveva iniziato la serata compiendo un escursus cronologico dell’intera vicenda ricordando come in campagna elettorale il sindaco Galli non avesse mai accennato ad abbandonare Foedus “Una decisione arrivata cosi all’improviso senza che nessuno fosse stato informato” ha continuato Milani invitando qualcuno della maggioranza (ma in sala era presente solo Soana che non ha preso la parola) a fornire qualche spiegazione. E adesso ci vogliono portare in Unione con Bozzolo diventando un Comune minoritario per via degli abitanti inferiori a Bozzolo retto da una sindaca facente funzioni (pure lei, Cinzia Nolli seduta silenziosamente in sala) che a maggio, giugno non sappiamo da chi sarà amministrata”. Tra il pubblico hanno preso la parola Vescovi e Bottoli, ricordando le incongruenze della sala Palazzo del Bue , la mancata ammissione di responsabilità per la recinzione non autorizzata sino a concludere con Teresa Mazza “E’ triste oggi vedere gli impiegati senza più un sorriso, senza serenità. Come se si entrasse in una camera mortuaria invece che in un Ufficio Comunale”, ha concluso la cittadina tra gli applausi.

Rosario Pisani

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