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Scuole Viadana, le decisioni
della Provincia di Mantova
diventano un caso politico

Acceso botta e risposta tra il sindaco Cavatorta, che attacca l'amministrazione provinciale, e i consiglieri del Pd Federici e Saccani. "Atto di prevaricazione" attacca il primo cittadino. "Non capiamo perché il sindaco parli di ingerenze politiche" risponde la minoranza.

VIADANA – Non hanno mancato di suscitare reazioni le decisioni prese dal consiglio provinciale di Mantova in merito agli accorpamenti scolastici. Il primo ad attaccare è stato il sindaco Giovanni Cavatorta, che si era speso in prima persona per cambiare la situazione precostituita negli anni. “Circa il dimensionamento Parazzi-Vanoni non ha perso l’amministrazione ma credo Viadana – dice il primo cittadino – . Dispiace per tutto l’impegno profuso anche dagli uffici per predisporre una proposta fondata su dati, istanze, necessità organizzative e formative. Hanno prevalso interessi particolari a quelli generali di una comunità. Ma questa in Italia non è certo una novità. Siamo sereni, sento di aver adempiuto all’impegno preso nel programma elettorale cioè di aver fatto di tutto e con tutti i passaggi e oltre (sarebbe bastata una delibera di giunta) per fare un Istituto Comprensivo unico per il basso Viadanese”.

L’accusa di Cavatorta si fa poco più forte. “La Provincia ha fatto un atto di prevaricazione inedito (credo che sia davvero la prima volta e questo la dice lunga, inoltre non c’erano altre amministrazioni comunali coinvolte e quindi nessun possibile parere negativo) dato che la proposta del dimensionamento sulla scuola primaria tocca ai comuni. Ma il non rispetto delle tempistiche (31 ottobre) per l’invio alla regione del piano provinciale ci faceva presagire questo risultato, come del resto il non rispetto della scadenza impostaci dalla provincia stessa del 23 settembre che abbiamo ampiamente rispettato come Viadana, quale scadenza per inviare le proposte dei comuni. Presa di posizione partitica e di un ente che gli stessi compagni di partito di Governo vogliono abolire. Prendiamo atto, sapremo a chi girare le lamentele di genitori, docenti e dirigenti se ci saranno problemi nei comprensivi viadanesi di spazi, di verticalità e continuità nell’offerta formativa”.

Soddisfazione, di contro, è stata espressa dal Partito Democratico di Viadana, che ha attaccato con il capogruppo Nicola Federici e con il consigliere Adriano Saccani il sindaco Cavatorta e la sua giunta. “Siamo orgogliosi e felici che la direzione sia rimasta a San Matteo, il consiglio comunale aperto e l’incontro avuto in Provincia sono sicuramente serviti per spiegare meglio ciò che il sindaco non è stato in grado di fare. Non capiamo perché il sindaco parli di ingerenze politiche: non è contento che la direzione sia rimasta a San Matteo o visto che si è astenuto nella votazione preferiva fosse passata a Dosolo? Ma il suo vicesindaco cosa dice?”.

“Come può parlare di ingerenze politiche sull’unione dei comprensivi – proseguono Federici e Saccani rispondendo in via diretta all’attacco di Cavatorta – quando Borgovirgilio ha ottenuto l’unione, un comune che non è sicuramente governato dal centrosinistra. Ci dispiace che il sindaco voglia lanciare accuse per coprire la sua incapacità amministrativa di governare e trovare un dialogo. L’amministrazione provinciale è stata chiara: ha detto sì dove c’è stata una volontà unanime di unire, cosa che non è successa a Viadana dove un istituto ha votato contro. Da parte nostra come fatto per la dirigenza di San Matteo e viste le richieste dei cittadini ci batteremo e lavoreremo anche da consiglieri di opposizione per salvaguardare gli interessi della nostra città”.

Ros Pis

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