Cronaca
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Nuova caserma per i Vigili del Fuoco? I pareri dei sindaci dopo la proposta di Cavatorta

Piuttosto negativa la risposta da parte del primo cittadino di Pomponesco, nonostante da lui vi siano due aziende, una del legno e l’altra del settore chimico che in caso di emergenza avrebbero necessità assoluta di un pronto intervento. Per tutti i sindaci è comunque un problema economico.

VIADANA – Domenica, durante la Festa di Santa Barbara, la gente di Viadana ha potuto rendersi conto in quali spazi limitati devono muoversi i Vigili del Fuoco, il cui apporto è così importante ogni giorno su tutto il territorio. A tale proposito il sindaco Giovanni Cavatorta ha lanciato un chiaro appello a forze imprenditoriali ma anche ad amministratori vicini a Viadana per unirsi nello sforzo economico necessario a creare una nuova caserma per questo insostituibile corpo dei pompieri.

Piuttosto negativa la risposta da parte del primo cittadino di Pomponesco, nonostante da lui vi siano due aziende, una del legno e l’altra del settore chimico che in caso di emergenza avrebbero necessità assoluta di un pronto intervento. Senza peli sulla lingua, come sua abitudine, Pino Baruffaldi ammette l’importanza di un simile distaccamento spiegando però che Viadana ha voluto fare sempre da sola quando ai tempi del sindaco Pavesi fu partorita l’idea di una caserma in zona Fenilrosso. Una struttura per la quale ogni anno si spendono 60mila euro di affitto. “Sarebbe bastato riunirsi tutti assieme allora, accendere un mutuo collettivo e oggi avremmo la caserma a norma senza doversi imbarcare in avventure finanziarie  impossibili. Io non mi sottraggo a tale impegno, però ho dei problemi di bilancio e devo dare priorità ad altri investimenti. Le risorse del mio comune non mi permettono più di andare incontro a una spesa del genere e se Sarasini (sindaco di Commessaggio, ndr) dice, non so se per scherzo o per davvero, di poter mettere 300mila euro, bene io dico che nemmeno 30mila posso offrire”. Baruffaldi poi aggiunge riflessioni personali sui Comuni di ispirazione leghista come Marcaria e San Martino che domenica non si sono presentati alla manifestazione viadanese. In più suggerisce  un cambiamento nelle modalità di intervento. “Se c’è un fuoco da spegnere o gente da soccorrere è ovvio che non ci si può sottrarre. Ma per salvare il gatto sull’albero, o il cane smarrito oppure staccare un nido d’api dal muro, bisogna cominciare a considerare questi servizi a pagamento. Come quando io chiamo l’ambulanza della Croce Verde per una manifestazione: non vengono gratis”.

Anche per il sindaco di Casalmaggiore Filippo Bongiovanni è principalmente una questione di soldi. “Siamo in una fase di valutazione. E’ chiaro che le disponibilità economiche dei comuni non sono quelle di una volta. Per quanto riguarda il contributo da quantificare, quello è un altro aspetto da esaminare”. Anche per Sarasini sindaco di Commessaggio non si può sempre addossare ai comuni costi e spese, ritenendo che sia utile coinvolgere anche le aziende. “Noi siamo sul confine in quanto più vicini ai Vigili del Fuoco di Mantova. Tuttavia non ci tiriamo indietro a condizione che gli altri facciano la loro parte. I conteggi prevedono quote partecipative, in cui le amministrazioni chiamate a pagare di più erano, dopo Viadana, Casalmaggiore e Sabbioneta. Noi e San Martino in misura molto minore e abbordabile”.

Ros Pis

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