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Sanfelice, genitori adirati:
"Sette mesi di silenzio, i nostri
figli avrebbero potuto morire"

La preside ha spiegato di essere intervenuta subito dopo aver letto la relazione consegnata con ritardo dalla provincia, che si difende: "Analisi complesse" e promette un intervento parziale in breve tempo.

VIADANA – Canaglia fu la “chiavetta usb” consegnata il 5 dicembre scorso nelle mani della Preside dell’Istituto Tecnico Sanfelice, come fosse un innocuo oggetto da infilare nel computer. Un pò come fanno i ragazzi a Capodanno che si passano tra le mani semplici castagnole senza sapere che possono trasformarsi in pericolossimi petardi. Da questo aggeggio, che poi si è rivelato un’autentica bomba, è partita l’appassionata cronaca della dirigente Maria Teresa Barzoni che in Auditorium ha raccontato, per filo e per segno mercoledi sera davanti a numerosissimi genitori come si erano svolti i fatti. “Quel giorno ero rimasta impegnata in una riunione a Mantova e al mio ritorno in segreteria mi hanno riferito che dei tecnici della Provincia mi avevano cercato. Chiedendo dove si fossero recati mi è stato risposto che forse erano ancora li fuori. Li ho raggiunti e una volta a contatto mi sono vista consegnare quella chiavetta da inserire nel Pc, senza nessuna lettera di accompagnamento ne altre spiegazioni”. Una volta aperto il programma la dirigente è rimasta allibita. Davanti a lei una relazione tecnica in cui la scuola veniva suddivisa in varie colorazioni in cui il blù indicava un distacco del controsoffitto in atto mentre le altre tinte non erano molto di più incoraggianti “Quella notte non ho dormito e non ho potuto fare altro che decidere l’immediato sgombro delle aule per non fare correre ai ragazzi e al personale un minuto in più di rischio”. Alla Preside in un attimo sono ricomparse davanti agli occhi le immagini di crolli e disastri con vittime anche negli ambienti scolastici. La relazione rappresntava il risultato di verifiche e accertamenti effettuate nella medesima scuola come in altre del mantovano, nella primavera scorsa. A quel punto i genitori hanno cominciato a rumoreggiare non sapendosi spiegare come fossero occorsi sette mesi per conoscere la situazione dell’edificio: “In questo tempo i nostri figli avrebbero potuto rimanere sotto le macerie, ma vi rendete conto” ha gridato una mamma incalzata da molte altre. Il presidente della Provincia Morselli prima e l’ingegner Lui dopo hanno spiegato essersi trattato di indagini commisisonate dal Ministero con raccolta dati e verifiche la cui analisi era molto complessa e richedente tempo. Ad ogni modo Morselli alla fine ha fatto tornare il sereno asicurando che entro fine Gennaio la messa in sicurezza di una parte importante dell’edificio sarebbe stata ultimata con un centinaio di migliaia di euro a disposizione. Fino a quel tempo i ragazzi avrebbero dovuto continaure a frequentare l’Istituto di pomeriggio ospiti del Liceo Maggi poichè alla preside non sono state offerte alternative. La Provincia, presente anche la delegata alla Cultura Francesca Zaltieri ha garantito il massimo impegno adoperandosi anche per trovare la soluzione per il trasporto pubblico. Impegno e solidarietà pure espressi dal sindaco Giovanni Cavatorta per il superamento del difficile momento. Le cui ripercussioni potrebbero ricadere anche sul prestigio dell’Istituto Sanfelice con la perdita di immagine e di iscriuzioni per il prossimo anno scolastico.

Rosario Pisani

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