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Il Listone presenta il PUT in
Auditorium, fioccano
critiche sull'amministrazione

Gabriel Formiatti, Alessandro Rosa e soprattutto Alberto Fazzi sono riusciti ad illustrare - con l'ausilio delle tavole - al meglio il Piano Urbano dl Traffico. Nessun membro presente dell'Amministrazione

CASALMAGGIORE – Idee più chiare sul PUT, per chi ancora non le avesse, e la spiegazione semplice, ricca di spunti critici, su tutto quel che non va. Peccato per la non molta gente (la serata, con altre iniziative in giro, forse non era la più propizia per un incontro simile), ma Gabriel Formiatti, Alessandro Rosa e soprattutto Alberto Fazzi sono riusciti ad illustrare – con l’ausilio delle tavole – al meglio il Piano Urbano dl Traffico. Nessun membro presente dell’Amministrazione (ce lo si poteva aspettare, dopo le critiche piovute a grappoli nel primo incontro organizzato da Persona Ambiente e Slow Town, un’altra serata in silenzio a prendere critiche era impensabile), Alda Cozzini di CNC presente per l’altra minoranza in consiglio. La serata è stata comunque interessante: il Listone ha idee chiare: no ad un piano urbano del traffico che si sviluppi senza studio dei flussi di traffico e senza simulazioni, no alle ciclopedonali promiscue, no alla fantasiosa ciclabile di via Guerrazzi “Che termina nel nulla” e allo stop della via stessa “Ovunque lo piazzino lo stop, un progetto come appare dalle tavole va contro il Codice della Strada” come spiegato da Alberto Fazzi, no alla riapertura di piazza Turati, no al doppio senso di marcia in via Favagrossa e no, infine, allo sventramento del parco di via Romani “Sul quale – ha spiegato Alberto Fazzi – non si riesce a capire neppure quanta area verrà sacrificata. In Consiglio ci hanno detto 700 metri quadri ma facendo due calcoli è una stima in difetto. I parchi vanno riqualificati, non ridotti”. Posizione radicale dunque, più vicina a quella di Persona Ambiente e di Slow Town piuttosto che quella di CNC (parcheggio ridotto con autobloccanti). Idee chiare anche sui parcheggi: ce ne sono, come si evince anche dalle tavole apposite, quelli previsti non sono necessari. Interessante anche la seconda parte, quella degli interventi. Da Giuseppe Boles: “Il nostro paese si sta imbruttendo sempre di più e noi stiamo facendo il possibile per allontanare ancora di più la gente da qui. Ora che piazza Turati stava ritrovando una sua dimensione, decidono di aprirla al traffico. In altre realtà decentralizzano parcheggi e traffico, noi stiamo pensando di portare traffico in centro. No all’omicidio di piazza Turati”. Poi Daniele Fortunati. Anche lui ha usato parole forti: “Non c’è alcuna logica in questo PUT, un piano molto contraddittorio, improvvisato e fatto senza sentire nessuno, che scontenta tutti. Potrei criticare più punti, ma considero particolarmente grave il parcheggio nel Parco Romani, fatto senza tenere conto degli studenti che ogni giorno si muovono a piedi e il vero e proprio stupro di Piazza Turati”. Angelo Porzani: “Non c’è un piano di spesa, nessuna previsione. Solo il parcheggio del Romani dovrebbe venire a costare oltre un centinaio di migliaia di euro. Non ne capisco la ratio. Secondo me una cosa del genere non si farà mai”. Interessante anche l’intervento di un autista di corriere. “Se ci fanno il parcheggio nello spiazzo del Parco della Posta si apriranno grandi problemi. Dall’accesso, sino all’uscita su via Corsica impossibile per mezzi di 15, 18 metri. Se vorranno farla, dovranno eliminare tutti gli alberi che ci sono nel piazzale e se, all’ingresso, ci fossero due mezzi in fila si rischia di bloccare l’intera viabilità”. Stessi lumi chiesti da Ferrari, residente al termine di via Minatori del Belgio. Giancarlo Simoni ha rimarcato, rivolto al Listone, che lo stesso “Non deve battersi per questa o quella strada, ma chiedere che non venga presentato neppure in quanto neppure conforme alle direttive ministeriali sulla redazione del PUT. Battersi per bloccare il Piano”. Gennaro Romano ha parlato invece di via Favagrossa. Anche lui ha chiesto a gran voce che non si torni al doppio senso “Io chiedo alla politica che porti l’attenzione sul problema. E sarò grato a chiunque, al di la delle bandiere, lo farà”. Un fiume di critiche insomma al un progetto di viabilità che non soddisfa nessuno. O quasi.

Nazzareno Condina

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