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Nel video di un agricoltore
i cinghiali a Motta: presenza
in crescita nel Casalasco

Nei giorni scorsi un agricoltore di Motta Baluffi ha registrato, con un breve video girato dal telefonico che qui proponiamo, il passaggio di tre diversi esemplari di questo animali, autoctoni dell’Appennino, non certo della pianura, mentre si muovono in zona golenale, in una giornata molto piovosa. GUARDA IL SERVIZIO TG.

MOTTA BALUFFI – La presenza dei cinghiali nelle campagne del Casalasco ormai non stupisce più, anche se ogni volta che una nuova foto, o meglio un nuovo video, appare confermando il passaggio dell’ungulato selvatico nei campi della Bassa Padana, la curiosità non manca. Nei giorni scorsi un agricoltore di Motta Baluffi ha registrato, con un breve video girato dal telefonino, il passaggio di tre diversi esemplari di questo animale, autoctono dell’Appennino, non certo della pianura, mentre si muovono in zona golenale, in una giornata molto piovosa. Uno degli animali risulta a occhio più grande degli altri: resta da capire se si tratti della madre oppure, per così dire, di un fratello maggiore.

Al di là della curiosità suscitata dal video, l’allarme resta alto in particolare tra gli agricoltori, che vedono i raccolti minacciati dalla presenza di questi esemplari, che a causa dell’uomo hanno cambiato via via le proprie abitudini, modificando il proprio habitat e spostandosi dalle montagne per scendere a valle. Segnalazioni si sono intensificate negli ultimi mesi a Martignana di Po e Torricella del Pizzo, dunque in piena golena casalasca, parte del territorio che più di altre ha subito il passaggio dei cinghiali. Con pericoli anche alla circolazione: l’ultimo incidente in ordine di tempo si è verificato la sera di Santo Stefano lungo la strada Asolana tra Martignana e San Giovanni in Croce, con due auto coinvolte dopo che una delle due ha investito l’animale, senza dare l’allarme e rimuoverlo dalla carreggiata. Senza dimenticare l’episodio di Torricella del Pizzo, con l’argine chiuso quasi due giorni per il pericolo di attraversamento cinghiali.

In tutto questo si registra la posizione dell’Associazione Una, Uomo Natura Animali, di Cremona, che chiede di evitare mattanze, sia di cinghiali che di nutrie, e di utilizzare metodi più ecologici e non cruenti per evitare il sovrappopolamento. Vi sarebbe infatti anche la sterilizzazione da tenere in considerazione, e a tal proposito è giusto ricordare la proposta dell’allora senatore Giacinto Boldrini di Roncadello, che proprio di distribuzione di esche sterilizzanti parlò in Senato, prima che il Governo Monti cadesse e non se ne facesse più nulla. Una soluzione che prometteva di risolvere il problema nel giro di pochi anni, almeno per quel che concerne le nutrie (che hanno appunto un’età media di 2-3 anni), ma che giace ancora in un cassetto, da qualche parte a Roma.

Giovanni Gardani 

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