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Foedus, Vezzoni di nuovo
all'attacco: "Falsità da Galli,
ecco la verità sui trasporti"

"Galli nulla ha fatto e per mensa, trasporto e pulizie ha rimbalzato sull’Unione ancora una volta quello che proprio non sa fare: conoscere, programmare i servizi ossia amministrare un Comune" l'attacco del primo cittadino di Rivarolo del Re.

RIVAROLO DEL RE – Non si fa attendere, nell’eterna diatriba tra Unione Foedus e Rivarolo Mantovano, la replica del vicepresidente dell’Unione (e sindaco di Rivarolo del Re) Marco Vezzoni, che replica in particolare “all’ennesima falsità del sindaco di Rivarolo Mantovano (Massimiliano Galli, ndr) sul profilo Facebook istituzionale”. “Non posso più accettarlo – spiega Vezzoni – così come non posso accettare che si giochi con la professionalità delle persone, autisti o funzionari che siano”.

“Gli autisti in servizio presso il Comune di Rivarolo Mantovano – sostiene Vezzoni arrivando ad affrontare il caso specifico – erano dipendenti a tempo indeterminato di una cooperativa che, anche volendo, non avrebbe potuto proseguire il servizio a Rivarolo alle medesime condizioni data l’impossibilità di fornire lo scuolabus da parte del Comune di Rivarolo Mantovano in quanto quello usato fino a fine anno è di Spineda-Unione. Pertanto l’ufficio appalti dell’Unione, utilizzando come per legge le piattaforme telematiche di acquisto, ha indirizzato richiesta di offerta a ditte private, in possesso dei requisiti necessari alla prestazione del servizio (con anche la fornitura di uno scuolabus), il cui contratto collettivo nazionale del lavoro Ccnl di settore, a differenza di quello delle cooperative sociali o del Ccnl delle imprese esercenti servizi di pulizia e servizi integrati,  non contiene una clausola di protezione, definita anche “clausola sociale” o di “riassunzione”, che obblighi l’appaltatore subentrante a rilevare personale occupato dall’appaltatore uscente”.

“Vero è che tale clausola – precisa Vezzoni – è inseribile dall’amministrazione nel bando di gara, ma a determinate condizioni sancite dal codice degli appalti, dalle pronunce dell’Anac, del Consiglio di Stato e della Corte Costituzionale, volte sì alla tutela dei lavoratori, senza trascurare però, in equo bilanciamento, esigenze imprenditoriali ed organizzative della ditta appaltante, specie nel caso di servizio a condizioni sostanzialmente differenti da quello precedentemente svolto. L’Unione ha dichiarato la disponibilità di due autisti in servizio presso il gestore uscente, ma nulla più poteva imporre per un affidamento di soli due mesi! Non si poteva certo imporre la riassunzione degli autisti a fronte di un orizzonte di attività di soli due mesi, periodo di copertura di urgenza del servizio”.

“Perché solo due mesi si chiederà qualcuno? Perché il sindaco di Rivarolo Mantovano – conclude Vezzoni – pur avendo firmato a luglio 2016 un accordo con l’Unione in cui questa avrebbe garantito (e lo ha fatto) i servizi fino al 31 dicembre 2016, si sarebbe dovuto preoccupare, per parte sua, di definire con altri Enti locali la ripartenza dall’1 gennaio 2017; nulla ha fatto e per mensa, trasporto e pulizie ha rimbalzato sull’Unione ancora una volta quello che proprio non sa fare: conoscere, programmare i servizi ossia amministrare un Comune. L’atto di indirizzo menzionato dal sindaco di Rivarolo Mantovano, ottimo discarico di responsabilità, avrebbe dovuto probabilmente essere filtrato a monte da chi di competenza, visto che non ha più voluto il segretario dell’Unione e ha smesso di pagarlo dal 1 settembre 2016 e si è affidato ad altre figure professionali”.

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