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Sant'Antonio e la benedizione
degli animali: la tradizione
si perpetua alla Fontana

Assieme alla recita della preghiera a Sant’Antonio e alla benedizione, ha chiuso la celebrazione l’invito, rigoroso, a trattare bene i propri amici animali, per la loro importanza affettiva ma anche, per il bestiame abituato alla fatica magari meno presente martedì sul piazzale, economica e lavorativa.

CASALMAGGIORE – Come da tradizione, in maggioranza vi erano i quadrupedi. E per festeggiare Sant’Antonio Abate, patrono degli animali, si sono radunati in tanti, portati dai rispettivi padroni, sul piazzale retrostante il Santuario della Madonna della Fontana di Casalmaggiore. Una celebrazione breve, passata dalla preghiera e dalla riflessione di padre Francesco Pesenti, coadiuvato dal superiore padre Bruno Signori, oltre che dal padre guardiano Andrea Cassinelli.

Alle 16 di martedì, puntualissimi, quaranta fedeli con i propri animali, in prevalenza cani, con qualche gatto e un paio di uccellini, si sono ritrovati, osservando idealmente anche il panorama del Monte Baldo innevato, dato che Sant’Antonio è stato considerato “mercante della neve”, perché proprio a metà gennaio, quando la ricorrenza religiosa intitolata al Santo egiziano si celebra, in genere arrivano precipitazioni e freddo. Padre Francesco, in nome della tradizione, ha ricordato i tanti falò organizzati il 17 gennaio, soprattutto la sera, nel territorio casalasco, a conferma di quanto la festività sia legata alle tradizioni agresti e campestri della Pianura Padana, dunque della nostra zona.

Una riflessione è stata dedicata anche alla simbologia degli animali, che nel tempo è stata modificata, perdendo dunque in parte il significato originario: il gufo, per esempio, come è stato illustrato giusto per restare a un riferimento concreto, oggi è visto come simbolo del malocchio, mentre secoli fa rappresentava l’esatto contrario, ossia un portafortuna e un faro nel buio, per la sua capacità del rapace di vedere di notte. Assieme alla recita della preghiera a Sant’Antonio e alla benedizione, ha chiuso la celebrazione l’invito, rigoroso, a trattare bene i propri amici animali, per la loro importanza affettiva ma anche, per il bestiame abituato alla fatica magari meno presente martedì sul piazzale, per quella economica e lavorativa. Un monito che i presenti hanno senza dubbio accolto, facendolo proprio nella vita quotidiana.

Giovanni Gardani

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