Cronaca
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Aggressione in Marocco, coltellata recide vene, nervi e tendine a un viadanese

“All’improvviso uno di loro ha estratto da sotto la maglietta una lama con cui con cui con un fendente violento mi ha reciso vena, arteria, tendini e nervi del braccio destro, scappando velocemente"

16118280_10211668562740666_185847719_nVIADANA – Un libero professionista molto conosciuto residente a Viadana ha rischiato la vita durante una vacanza in Marocco. E’ successo il 3 gennaio scorso nei pressi di Berrechid, una località distante circa 25 chilometri da Casablanca. Tutto per colpa di un telefonino ultimo modello che la vittima dell’aggressione non voleva mollare. Drammatica la testimonianza che M.W.G. ci ha reso appena rientrato in Italia. “E’ stata un’esperienza terribile” racconta il viadanese di 68 anni che in Marocco ci va in vacanza ormai da dieci anni. “Stavo camminando normalmente alle tre del pomeriggio quando ho ricevuto una chiamata dall’Italia. Ho preso in mano il cellulare, un Samsung S7 ed ho cominciato a rispondere. A quel punto ho visto tre giovani ragazzi marocchini porsi davanti a me e in lingua araba ordinarmi di dare loro il telefono. Istintivamente ho cercato di resistere, per non cedere l’apparecchio. Capirà avevo dentro un sacco di numeri e di dati importantissimi” sottolinea il viadanese che sino a pochi anni fa ha ricoperto il ruolo di veterinario addetto alle ispezioni sugli alimenti per l’Asl di Mantova. “All’improvviso uno di loro ha estratto da sotto la maglietta una lama con cui con cui con un fendente violento mi ha reciso vena, arteria, tendini e nervi del braccio destro, scappando velocemente. Nonostante perdessi una gran quantità di sangue e mi sentissi svenire, sono riuscito a correre verso un bar, distante circa 800 metri, chiedendo aiuto in francese. Tutti si sono dimostrati molto solidali con me chiamando subito la Polizia e l’ambulanza. In una clinica specializzata sono stato operato sotto anestesia generale sottoponendomi a trasfusione con due sacche di plasma per la forte emorragia che avevo subito”.  Il malcapitato non osa pensare come sarebbe potuta andare se il coltello fosse diretto all’addome anzichà al braccio destro. Alla Polizia il veterinario di Viadana è riuscito a fornire una precisa descrizione dei tre, un 24enne, un diciannovenne e un 21enne. Dopo tre giorni sono stati tutti e tre individuati ed arrestati subendo una condanna esemplare a 20 anni di carcere ciascuno. Una pena esemplare che fa riflettere su come in Italia invece le cose non funzionino esattemente cosi. “Devo ringraziare la famiglia marocchina di cui ero ospite, per aver saputo coordinare i soccorsi. La notizia ha avuto grande eco perchè in quel Paese le aggressioni agli stranieri, specialmente gli italiani, non vengono tollerate. Addirittura il console italiano in Marocco Alessandro Ferranti è venuto al mio capezzale in Clinica avvertendo pure il Ministero della Giustizia. Adesso il M.W.G è rientrato a Viadana con il braccio protetto da un tutore e per guidare la macchina deve ricorrere all’aiuto di conoscenti. “Mi dicono che servità un anno di riabilitazione senza la matematica certezza che riesca a recuperare l’uso della mano. Dovrò rivolgermi ad una clinica specializzata per la necessaria riabilitazione. Alla domanda se se la sente di ritornare in Marocco dopo quello che gli è successo il veterinario risponde “Si, ma mi recherò piu a sud ad Agadir dove l’ambiente è più tranquillo”.

Rosario Pisani

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