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Rotary, il libro a sedici
mani presentato nella
Conviviale all'Eridanea

L’ispirazione per la composizione del libro doveva scaturire dall’osservazione di un’opera pittorica e ciascuno dei ragazzi si è concentrato su un quadro trasferendo poi nel racconto ciò che loro suscitava a livello emotivo

CASALMAGGIORE – Se quattro mani possono suonare bene un pianoforte, chissà cosa uscirà da otto cervelli impegnati a scrivere un libro. Un esperimento ideato dal notaio Mauro Acquaroni, che come si sa, la passione per la letteratura lo coinvolge quasi come quella per i rogiti e altre mansioni professionali. Uno sforzo indubbiamente notevole perchè se con una tastiera musicale puoi prendere una stecca e ricominciare da capo, il libro una volta stampato è li sotto gli occhi implacabili del lettore e non si può tornare indietro. Questo curioso ed inedito esperimento è stato inserito nell’ultima conviviale del Rotary Club Casalmaggiore Viadana tenutasi lunedi sera nel ristorante della Canottieri Eridanea a Casalmaggiore. La presidente del Club Elena Anghinelli seduta accanto al futuro presidente Alessandro Gnaccarini, al tesoriere Vincenzo Corbisiero e al prefetto Luca Gardani ha pensato bene di creare una serata differente lasciando spazio a questi nuovi giovanissimi scrittori che hanno accettato di partecipare all’iniziativa gestita da Mauro Acquaroni “Io non so se vorranno proseguire in questa direzione. Qualcuno si altri forse no, ma importante è notare come si siano impegnati nell’iniziativa che poi chi avrà il libro tra le mani (copie già acquistate su internet e altre vendute in sala) potrà giudicare. A me sembra abbiano realizzato un buon lavoro” ha sottolineato Acquaroni lasciando poi il microfono ai ragazzi per fornire le motivazioni alla base di tale coinvolgimento. Paolo Rossi, Silvia Porzani, Valentina Barbiani, Federica Paroli, Patrizia Storti, Andrea Brozzi, Gabriele Paroli, Sebastiano Fortugno. L’ispirazione per la composizione del libro doveva scaturire dall’osservazione di un’opera pittorica e ciascuno dei ragazzi si è concentrato su un quadro trasferendo poi nel racconto ciò che loro suscitava a livello emotivo. ”Scrivere un libro è come essere in prima linea e non restare più al traino di altri, accollandosi una diretta assunzione di responsabilità. E poi si può dire che il nostro collettivo definito Otto Reves, ha in sostanza realizzato un sogno. Quello di scrivere un libro e poi vederselo pubblicato. Attraverso stili differenti, tecniche probabilmente da raffinare ma che mettono in risalto e il coraggio di questi otto giovani che hanno voluto mettersi in gioco, senza paure aprendosi agli altri”. Dopodichè parecchi soci del Rotary si sono letteralmente lanciati verso gli autori, con una copia del libro in mano. Per ricevere l’autografo proprio come fossero già affermati scrittori.

Rosario Pisani

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