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Foedus-Rivarolo Mn in
Tribunale: adesso è ufficiale
L'Unione ratifica la decisione

Si è cosi deciso di affidare la questione allo studio legale dell’avvocato Colombo di Mantova quantificando il danno erariale subìto oltre a quello relativo alla lesione d’immagine alla struttura dell’Unione. Vezzoni: "Ci vorranno due anni, ma vogliamo metterci una pietra sopra".

RIVAROLO DEL RE – Dalle sale consiliari alle aule giudiziarie. Questa la decisione presa lunedì sera dal Consiglio di Foedus riunito nella sede di Rivarolo del Re e votato all’unanimità da tutti i consiglieri. Poiché il Comune di Rivarolo Mantovano non ha rispettato gli accordi dell’Unione, necessariamente scattano i provvediementi riferiti alla mancata restituzione di beni strumentali appartenenti a Foedus.

Tra questi anche l’antenna per il collegamento con Bozzolo grazie alla quale Rivarolo ha potuto registrare nascite, decessi e fornire carte d’identità alla popolazione. Non avendo il sindaco Massimiliano Galli restituito entro i termini imposti tutto il materiale strumentale e informatico di proprietà dell’Unione, si è deciso di passare alle vie legali. Determinato e severo il documento letto dal presidente Davide Caleffi ma ancora più duro e deciso il vicepresidente Marco Vezzoni, il quale ha così ribadito: “So che ci vorranno due anni per avere la sentenza ma almeno avrò la soddisfazione di finire il mio mandato mettendoci una pietra sopra questa vicenda”.

Caleffi ha letto una relazione, completata solo pochi minuti prima dell’assemblea, in cui ha sottolineato che il recesso da un’Unione era cosa legittima contemplata a livello legislativo e statutario. “Ciò che si contesta al Comune di Rivarolo Mantovano è il percorso svolto, anzi l’assenza di un percorso senza un confronto, senza contestazioni né richieste di comporre il divario. Ci sembrava il minimo, dopo 14 anni  di Unione, e doveroso nei confronti della nostra comunità” ha letto Caleffi appoggiato anche dal sindaco di Casteldidone Romeo Vaccari, ricordando come Galli avesse bocciato il bilancio 2016 per giustificare a posteriori la scelta di uscire dall’Unione senza mai averne conosciuto nulla della sua organizzazione, e nemmeno dei suoi conti.

Si è cosi deciso di affidare la questione allo studio legale dell’avvocato Colombo di Mantova quantificando il danno erariale subìto oltre a quello relativo alla lesione d’immagine alla struttura dell’Unione. Dopo aver precisato che la Regione Lombardia aveva modificato i termini statutari nel 2010 imponendo da quella data una sanzione ai Comuni che decidevano di recedere, sono stati definiti i costi a cui Rivarolo dovrà far fronte davanti ad un Giudice. Innanzitutto la penale per il recesso di circa 46mila euro. Per l’integrazione dei sistemi informatici di 136mila finanziato per metà dalla Regione, tutti i Comuni aderenti avevano sottoscritto l’impegno per l’accensione di un mutuo per una quota capitale di 100mila euro da restituire in cinque anni. Vi è poi il canone di noleggio per il server, i computer, la telefonia fissa e mobile che Rivarolo Mantovano ha continuato ad usare dal 1° gennaio 2017, in parte ancora detenuta, da sommare al costo della causa che orientativamente arriverà ai 10mila euro.

In considerazione di tutto questo al Consiglio di Foedus è stato chiesto di procedere legalmente contro Rivarolo Mantovano riservandosi di agire ulteriormente per affermazioni del sindaco ed amministratori diffamanti, in quanto tese a sottolineare scorrettezze di gestione e interessi personali di amministartori e dipendenti di Foedus nella gestione dell’ente. All’unanimità la decisione è stata adottata. Anche perché sostenuta da una raccolta di firme iniziata nelle ultime settimane e proseguita domenica scorsa davanti alla chiesa.

Ros Pis

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