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La "Notte del Romani"
regala vari show sullo studio
E propone rilancio di San Rocco

Ogni corso ha presentato peculiarità e aspetti mediante veri e propri show messi in scena davanti agli stessi compagni di scuola degli attori improvvisati e, aspetto più importante, ai più giovani studenti delle medie. In molti casi si è assistito a repliche durante per tutte e tre le ore di orientamento.
Nella foto un moimento della "Notte del Romani" nell'aula di chimica

CASALMAGGIORE – Per il secondo anno consecutivo il Polo Scolastico Romani ha aperto le sue porte la sera, giovedì dalle 19 alle 22, per l’evento che mira principalmente a orientare i giovani studenti in uscita dalle scuole medie e dunque chiamati, per la prima volta, a una vera e propria scelta scolastica.

Ogni corso ha presentato peculiarità e aspetti mediante veri e propri show messi in scena davanti agli stessi compagni di scuola degli attori improvvisati e, aspetto più importante, ai più giovani studenti delle medie. In molti casi si è assistito a repliche durante tutte e tre le ore di orientamento: dalla filosofia, al dialogo tra letterature, alla fisica con l’evento “Coloriamoci di luce”, alla chimica, cercando di rendere in questo modo famigliari anche materie storicamente considerate ostiche da molti studenti.

E’ stata allestita anche una trasposizione, per quanto concerne letteratura greca, del “Bisbetico” di Menandro, realizzato sulla scorta del cartoon “Cattivissimo Me”, mentre non mancavano il laboratorio di cultura popolare “Insaponiamoci di zucca”, un ritrovo per imparare a creare fumetti e uno spettacolo in lingua inglese ripreso da “Frankenstein Junior”, capolavoro di Mel Brooks. Spazio pure a spagnolo, scienze, elettronica e informatica, prima del gran finale musicale, mentre tra i lavori più interessanti, perché correlati alla realtà di Casalmaggiore, vi era la presentazione del lavoro, svolto nel corso di un intero anno scolastico, di studenti del Liceo Classico e del corso ex Geometri, con l’ausilio anche di ragazzi del Linguistico e dello Scientifico Tecnologico, sulla riscoperta della chiesa di San Rocco.

Già presentato in altre due occasioni, il video di 3 minuti ora inserito nell’Atlante dei Beni Adottati della Fondazione Napoli 99, ha illustrato curiosi dettagli e punti di interesse: oltre alla ricostruzione 3D della vecchia chiesa così come doveva apparire a inizio ‘900 (le sue origini sono però cinquecentesche) e alle immagini pressoché inedite degli affreschi e della cripta sotterranea, conservata in buono stato nonostante i crolli, sono state abbozzate possibili idee per il rilancio. La più percorribile, anche perché già sperimentata nel 2011, porta alla creazione di un teatro a cielo aperto fronte argine, recuperando almeno la parte di struttura meno compromessa, oltre naturalmente agli angeli di stucco, vero tesoro della chiesetta. Peraltro il professor Aldo Boccaccia, che assieme ai docenti Adelaide Donzelli, Marco Orlandi e Giovanni Scanacaprara ha seguito il lavoro, ha spiegato che per mantenere la chiesa almeno allo stato attuale, evitando ulteriori deterioramenti, “basterebbe” un investimento da 150-200mila euro.

Giovanni Gardani 

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