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Terrae Fluminis, amore
già finito? Martignana
pronta a uscire dall'Unione

Martignana, peraltro, potrebbe poi pensare ad un percorso condiviso con Casalmaggiore, comune al quale tenderebbe poi in via quasi naturale, considerando se non altro almeno la vicinanza geografica.

MARTIGNANA DI PO – Iniziata ufficialmente nel gennaio 2016, l’esperienza dell’Unione Terrae Fluminis, che coinvolge i comuni di Martignana di Po, Gussola e Torricella del Pizzo rischia di essere già al capolinea. Almeno per quel che concerne il comune governato dall’amministrazione del sindaco Alessandro Gozzi. Proprio così, dopo nemmeno un anno e due mesi dalla costituzione, infatti, nel prossimo consiglio comunale di Martignana convocato per giovedì 16 febbraio alle ore 18.30 ciascun punto all’ordine del giorno verterà proprio sulla proposta di recesso dai vari servizi che il paese casalasco, ad oggi, spartisce e mette in comune con i due vicini di casa.

In particolare il recesso riguarderebbe nell’ordine la gestione finanziaria, contabile e di controllo, il servizio pubblico (a partire dai trasporti), il catasto, la pianificazione urbanistica ed edilizia, le protezione civile, il servizio di raccolta e smaltimento rifiuti, i servizi sociali, l’edilizia scolastica, la polizia locale, i servizi anagrafici e quelli informatici. Di fatto, tutto ciò che riguarda la comunione di intenti (e di servizi) in una normale Unione di comuni. Va anche ricordato come la minoranza, in uno degli ultimi consigli, mise in luce come Martignana potesse considerarsi ai margini di questa Unione, con pochi ruoli importanti, o almeno strategici, per quanto concerne i suoi dipendenti e gli uffici. E’ dunque possibile – ma staremo a vedere – che la decisione venga presa con il consenso sia della maggioranza che della stessa minoranza, solitamente in acceso contrasto.

Martignana, peraltro, potrebbe poi pensare ad un percorso condiviso con Casalmaggiore, comune al quale tenderebbe in via quasi naturale, considerando se non altro la vicinanza geografica tra i due paesi. Di certo il 2017 non si è aperto sotto i migliori auspici per quel che concerne le Unioni di comuni: e se la frattura di Foedus, con Rivarolo Mantovano staccatosi tra polemiche e prossime questioni legali da Rivarolo del Re, Spineda e Casteldidone, era già nota, quella di Martignana, nonostante alcuni screzi passati in particolare sulla suddivisione delle sedi di alcuni servizi, può considerarsi tutto sommato improvvisa.

Giovanni Gardani

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