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Mercato del pomodoro in
crisi, Fava: "Disponibile a
sostenere progetti concreti"

Una situazione pesante quella denunciata mercoledi a Sabbioneta dai coltivatori di pomodoro che per questo hanno invitato l’assessore regionale all’Agricoltura Gianni Fava. I proventi non riescono a coprire le spese e quest’anno la situazione sembra peggiorare

SABBIONETA – Gli italiani sono un popolo che mangia ogni giorno pasta al pomodoro e pizza tanto da essere individuati nel mondo proprio per questa inclinazione. Una particolarità che non riesce a spiegare come il mercato sia saturo e i magazzini pieni di passata e concentrato. Una situazione pesante quella denunciata mercoledi a Sabbioneta dai coltivatori di pomodoro che per questo hanno invitato l’assessore regionale all’Agricoltura Gianni Fava. I proventi non riescono a coprire le spese e quest’anno la situazione sembra peggiorare con l’Industria che impone le sue condizioni, anche per la disarmonia che regna tra gli stessi agricoltori. “Voi mi avete chiamato e io sono venuto a sentirvi ma dovete presentare dei progetti, delle idee perchè non mi si possono chiedere aiuti in maniera astratta”. Questa in sintesi la risposta dell’assessore regionale all’Agricoltura Gianni Fava presente ieri pomeriggio a Sabbioneta al grido di dolore degli agricoltori.

La riunione era stata indetta dalla Coldiretti presente con il direttore di Mantova Gianni Roncalli, il responsabile di zona Paolo Rosa, il presidente del Consorzio Casalasco del Pomodoro Paolo Voltini e il produttore Marco Zardi. E’ stato quest’ultimo a lanciare il grido d’allarme spiegando come diversi fattori, l’ingresso spaventoso sul mercato dei pomodori cinesi, le quotazioni della Spagna e una presenza massiccia di prodotto nei magazzini dagli anni precedenti oggi costringono a fare delle scelte inderogabili, come quella di diminuire volontariamente la quantità delle rispettive produzioni. Anche per evitare le sanzioni e un ulteriore diminuzione dei ricavi.

Un sacrificio a cui tutti dovrebbero partecipare evitando scorrettezze e iniziative individuali. Ma la realtà, come ammesso senza reticenze, registra sempre l’egoistico desiderio di chi vorrebbe vedere calare la produzione sempre nel campo del vicino, andando poi a firmare un contratto a costi decisamente inferiori, facendo un favore all’Industria e penalizzando ulteriormente il settore, come pare stia già avvenendo anche in questa stagione dove sono già cominciate le semine. Un giovane tra il pubblico ha chiesto perentoriamente di non perdere altro tempo, anche perchè il prossimo anno Fava a fine mandato non ci sarà più ed è necessario un nuovo incontro in cui associazioni, e cooperative sottoscrivano gli accordi per salvare un mercato che rischia di andare a picco.

Rosario Pisani

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