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Terrae Fluminis, incontro interlocutorio: ma lo strappo di Martignana pare più vicino

Quel che è certo e che gli stessi protagonisti, a mezza bocca, rivelano, è che marzo sarà il mese decisivo, con tanto di incontro in Regione. Per definire cosa? Con ogni probabilità per cercare il mezzo più indolore, per tutti e tre i comuni, per sancire il divorzio.

Un incontro interlocutorio. Che però, a questo punto, sembra avvicinare lo strappo: Martignana sarebbe sempre più intenzionata a uscire dall’Unione Terrae Fluminis e il summit tra i tre sindaci Alessandro Gozzi per Martignana, Stefano Belli Franzini per Gussola (presidente dell’Unione) ed Emanuel Sacchini per Torricella del Pizzo, iniziato venerdì alle ore 18 e durato all’incirca un’ora, non ha portato sostanziali ripensamenti o colpi di scena.

Quel che è certo e che gli stessi protagonisti, a mezza bocca, rivelano, è che marzo sarà il mese decisivo, con tanto di incontro in Regione Lombardia. Per definire cosa? Con ogni probabilità per cercare il mezzo più indolore, per tutti e tre i comuni, per sancire il divorzio. Al centro della diatriba non vi sarebbe però una questione di sedi o di divergenze di opinioni sull’assegnazione dei servizi, bensì lo stesso bilancio di Martignana, come noto finito sotto la lente d’ingrandimento della Corte dei Conti. Da qui anche qualche pensiero in più da parte di Gussola e Torricella del Pizzo.

Ufficialmente non sono comunque state prese decisioni di alcun tipo, questo va detto, e per questo motivo l’incontro può essere definito interlocutorio. Dato che però il tempo passa e, nonostante il rinvio del famoso “consiglio del divorzio” a Martignana, nessun ripensamento sembra essere dietro l’angolo, ecco che è assai probabile che le strade del comune Casalasco dove il sindaco è Gozzi e l’Unione Terrae Fluminis siano ormai prossime a separarsi.

G.G. 

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