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Dix conquista il "Comunale": riflessioni padre-figlio dall'Odissea in avanti

L’escamotage letterario, in ogni caso, è passato anche da altri autori della letteratura mondiale, con Dix che ha letto vari passaggi dai più svariati libri, dando ad ogni trama, anche la più semplice, un messaggio profondo.

CASALMAGGIORE – Il Teatro Comunale pieno, non esaurito magari, ma con pochissimi buchi in particolare laterali. E uno spettacolo di un’ora e mezza tra cultura, ironia e qualche risata. Gioele Dix, noto volto televisivo e attore teatrale, ha vinto la sua sfida a Casalmaggiore: raccontare l’Odissea, capolavoro di Omero, con gli occhi di un figlio che aspetta il padre errante per una vita intera. Come Telemaco con Ulisse, appunto.

L’escamotage letterario, in ogni caso, è passato anche da altri autori della letteratura mondiale, con Dix che ha letto vari passaggi dai più svariati libri, dando ad ogni trama, anche la più semplice, un messaggio profondo. Il padre eroe nella vita di tutti i giorni, il padre figura mitizzata anche solo per la sua assenza (come nel caso di Ulisse) e ancora l’esperienza personale vissuta dallo stesso Dix, in particolare, nel caso specifico, nel rapporto con il proprio nonno. Una scenografia semplice ha scortato l’attore in scena: seduto alla scrivania con vari cassetti contenenti scritti di vario genere, Dix è stato introdotto dalla canzone di Giorgio Gaber “I Borghesi”.

Tra i passaggi più significativi quello ripreso dallo scrittore Milan Kundera, senza dimenticare anche molti riferimenti ad autori contemporanei. E tanta ironia, riprendendo in questo modo esperienze di vita quotidiana (il problema dell’educazione, ad esempio, visto nel rapporto tra padri e bambini al ristorante) e prendendo in giro, in qualche caso, con il consueto e divertente sarcasmo, la pomposità proprio dell’Odissea e in generale della letteratura greca.

G.G. 

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