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Gli amici di Thomas Ruberti
ricordano il loro compagno
La lettera non letta in Chiesa

Thomas, che lassù tu possa suonare il clarinetto quanto vuoi, di allietare con le tue doti tutte le anime, di poter anche far canottaggio, e magari fare l’allenatore. Thomas, amico nostro e di tutti coloro che sono qui, fai buon viaggio

CASALMAGGIORE – Avrebbero voluto leggerla in chiesa quella lettera. Una lettera da amici, un ultimo ricordo di chi, portato via da una straziante malattia, ha preso e per sempre un’altra strada. Ma non tutti i parroci sono inclini a concedere spazio ai ricordi, soprattutto quando i ricordi sono tanti. Sabato scorso, il Duomo di Santo Stefano a Casalmaggiore ha visto ben due funerali di giovani vite spezzate, quella di Rosangela Schiroli e quella di Thomas Ruberti. Il primo celebrato nella mattinata, il secondo nel corso del pomeriggio. Nel corso della prima delle funzioni era stato il parroco, don Cesare Nisoli, a dire che i messaggi – fatto salvo quello delle colleghe di lavoro di Rosangela – non sarebbero stati letti. “Sono tanti – aveva spiegato prima di iniziare la celebrazione – consiglio a tutti voi di darli direttamente ai familiari”.

Gli amici di Thomas Ruberti hanno voluto ugualmente rendere pubblico l’ultimo commiato all’amico. Matteo, Tommaso e Giuseppe avrebbero voluto leggerle in Chiesa queste parole: “Caro Thomas, la tua vita è un esempio, non bisogna mai darsi per vinti anche quando il destino risulta essere più crudele del previsto. Torniamo indietro nel tempo per un secondo. Primo giorno di scuola del 2006, prima elementare, una nuova classe, nuovi compagni e una nuova avventura. Non ci conoscevamo bene noi quattro, ma subito abbiamo legato e abbiamo cominciato a studiare e giocare insieme. Ci sedevamo insieme a magiare, la cosiddetta vecchia tavola, ci eravamo dati pure dei nomi: Obama Alberti, Napolitano Cortellazzi, Maroni Vitrani e per finire Berlusconi Ruberti. Ci divertivamo a giocare a spararci con pistole immaginarie, ad essere feriti per cinque secondi per poi tornare a correre. Poi, dopo la fine delle elementari è successo qualcosa… eh sì, qualcuno si era preso una cotta per qualche ragazza… eh sì, i primissimi amori. Sempre uniti abbiamo finito le elementari e siamo passati alle medie, qui ci siamo un po’ divisi, ma comunque noi, Tu Matteo e Tommaso, continuavamo a vederci, abbiamo vissuto belle e brutte esperienze, avuto soddisfazioni e delusioni; poi, vogliamo parlar delle nostre lunghe chiacchierate di fronte alla coop per un’ora?? Tu intanto avevi già intrapreso la via musicale, avevi preso il clarinetto, anche qui, dopo fatiche e sudate, sei arrivato ad un grande obiettivo, suonare nell’Ensamble Salieri e prenderti il successo che meritavi, eri veramente bravo. Intanto in estate, nonostante le iscrizioni alle diverse piscine, grazie ai permessi riuscivamo a riunirci, la vecchia tavola. Siamo sempre andati insieme e ci siamo divertiti un mondo, da qui noi quattro ci siamo riallacciati e mai più staccati. Arriviamo in terza media, paura degli esami, ma affrontiamo tutto, risultato? Tutti passati e si va alle superiori! Qui prendiamo indirizzi diversi, ma questa volta non ci siamo persi, ma anzi, abbiamo continuato a sentirci e a vederci sempre. Poi un maledettissimo giorno arriva una notizia… e da qui è cominciato un nuovo percorso che ti ha portato a lasciare poco a poco tutto quello che ti eri conquistato, prima il canottaggio, poi la musica, poi la scuola, poi la tua città, la tua casa. Quello che è rimasto è l’affetto, l’affetto che ci ha sempre legati tutti e quattro e continua tutt’ora; se pure fisicamente non sei qua, i tuoi insegnamenti, la tua forza di volontà di lottare… quella non morirà mai… la forza di andare avanti lo stesso, di tenere sempre il sorriso nonostante le sofferenze, quando eravamo tristi per te, eri tu a consolare noi. Thomas, sei ragazzo speciale, sei un ragazzo che vive ancora, sì, vive nei nostri ricordi e insegnamenti, il non mollare mai, qualcosa che noi ci portiamo sempre dentro ai nostri cuori, ma non solo noi, tu vivi in tutte quelle persone in cui hai avuto modo di infondere il tuo spirito. Thomas, che lassù tu possa suonare il clarinetto quanto vuoi, di allietare con le tue doti tutte le anime, di poter anche far canottaggio, e chissà, magari fare l’allenatore. Thomas, amico nostro e di tutti coloro che sono qui, fai buon viaggio e abbi cura di te… con affetto, i tuoi amici”.

Nazzareno Condina

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