Cronaca

Terrae Fluminis, dal 1° Aprile Martignana fuori dall'Unione: clima teso a Gussola

Una sorta di 'autotutela' presa come giustificazione all'accelerazione delle pratiche. La domanda andrà presentata entro fine mese ed essere ratificata a stretto giro: secondo la procedura il 1° aprile Martignana potrà dirsi fuori da Terrae Fluminis

GUSSOLA – Aria pesante e volti tesi, nonostante il tentativo di non accentuare il clima di delusione evidente. Di delusione e rabbia. L’assise consiliare dell’Unione Terrae Fluminis si è tenuto questa mattina alle 9 nella sala del consiglio comunale di Gussola, alla presenza dei tre sindaci Stefano Belli Franzini di Gussola, Emmanuel Sacchini di Torricella del Pizzo e Alessandro Gozzi di Martignana e dei consiglieri. Un Alessandro Gozzi piuttosto asciutto, che è restato giusto il tempo del consiglio e se ne è andato velocemente subito dopo. Alle 10 il sindaco di Martignana era atteso da un’altra conferenza stampa in comune a Casalmaggiore, ma il clima di alta tensione lo si è respirato tutto, al di là degli appuntamenti precedentemente fissati.

A prescindere dagli stati umorali dei presenti, Terrae Fluminis ha mostrato la necessità di andare avanti. Senza più Martignana (e questo lo si sapeva già) e accelerandone il processo di uscita per proseguire il lavoro. Non è stato semplice trovare la quadra: sino a ieri non c’era neppure una maggioranza in grado di sostenere la variazione allo Statuto, Sacchini e Belli Franzini hanno dovuto mediare con i consiglieri dell’Unione affinché anche questa pratica andasse in porto. Perché Terrae Fluminis potesse proseguire. Sarebbero bastati due voti contrari per far saltare il banco, ma così non è stato. A prevalere la ragione sulla delusione e la rabbia. Lo statuto dell’unione (“Un documento – ha tenuto a ribadire Stefano Belli Franzini – preso ad esempio da Regione Lombardia”) prevedeva tempi più dilatati per l’uscita dall’Unione di uno dei suoi componenti. Secondo il documento prima della modifica di questa mattina, la richiesta sarebbe dovuta pervenire entro giugno e l’uscita sarebbe stata ultimata nel gennaio dell’anno successivo. Il Comma 3 bis dell’articolo 5 (quello approvato) permette invece una ‘scorciatoia’ quando il bilancio dell’ente richiedente risulta compromesso. Una sorta di ‘autotutela’ presa come giustificazione all’accelerazione delle pratiche, ferme restando le sanzioni per la fuoriuscita. La domanda andrà presentata entro fine mese ed essere ratificata a stretto giro: secondo la procedura il 1° aprile Martignana potrà dirsi fuori da Terrae Fluminis. La Regione non ha avuto nulla da eccepire se non il fatto che le decisioni dovessero essere prese con la maggioranza dei 2/3 rispetto alla bozza presentata.

“Ci devono essere motivate ragioni di carattere finanziario dell’ente richiedente – ha proseguito il sindaco di Gussola – e l’introduzione di questa modifica dello statuto è stata fatta per una ragione pratica, per evitare di ingessare l’Unione. L’Unione è una macchina che funziona ed era un peccato perdere ulteriore tempo: ora bisogna chiudere questa questione e ricominciare con serenità. Avremmo potuto irrigidirci e lasciare tutto com’era, ma abbiamo a cuore la struttura”. Il sindaco Alessandro Gozzi, ha preso atto della positività della variazione dello Statuto senza nulla aggiungere. Pierluigi Franchi non è riuscito a trattenere la delusione: “Condivido tutti i passaggi tecnici, ma resta una profonda delusione. Abbiamo condiviso un percorso che nasce da lontano”. Emmanuel Sacchini a quel punto ha chiarito che: “Al di là del discorso procedurale, la delusione è anche nostra”. Il consigliere Scaroni ha poi detto che “Ora restiamo in attesa della delibera del comune di Martignana, anche se mi piacerebbe conoscere quale sarà poi il piano B”.

La variazione dello Statuto trova immediata esecutività. Il 18 si riunisce il comune di Martignana per deliberare in merito all’uscita da Terrae Fluminis e il 25 ci sarà il nuovo Consiglio dell’Unione che la ratificherà alla luce della ‘compromissione di bilancio’ che a quel punto, ratificata, costituirà motivazione sufficente e nota per l’uscita anticipata. E se quella di questa mattina è stata una seduta tutto sommato – a parte la tensione – senza toni accesi, quella potrebbe non esserlo. Perché sarà allora che le motivazioni dovranno essere presentate e discusse, ed infine eventualmente approvate per mettere la parola fine ad un percorso comune chiuso con molti malumori e molte domande che attendono risposta. “Abbiamo perso già la possibilità di alcuni bandi – ha spiegato Stefano Belli Franzini dopo la fine del Consiglio – e quello sulla sicurezza era già pronto e non abbiamo potuto presentarlo. Dobbiamo andare avanti, e lo dobbiamo ai nostri cittadini”.

Che farà poi il comune di Martignana Po? Al momento inutile fare ipotesi. Quel bilancio ‘compromesso’ che rischierebbe di compromettere Terrae Fluminis è una grossa spada di Damocle sulla testa di tutti, a partire dalla stessa amministrazione. Il piano B, al momento, resta meno che un’ipotesi senza nessuna certezza.

Nazzareno Condina

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