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Il Polo Romani sfila con
le scuole di Cremona per
combattere il male mafioso

Presenti oltre 500 ragazzi di varie scuole cittadine, Anguissola, Aselli, Einaudi, Galilei di Crema, Ghisleri, Manin, Munari, Stanga, Torriani, e anche il Romani di Casalmaggiore. La partenza era prevista dalla stazione dei treni, dalla lapide in memoria dei giudici Falcone e Borsellino.

CREMONA – Slogan contro la mafia, bocche fintamente cucite, perché se la mafia uccide, il silenzio pure. Anche a Cremona, in contemporanea con la città di Locri dove si è recato domenica il presidente della Repubblica Sergio Mattarella per ricordare le vittime innocenti della criminalità organizzata e ad altre 4mila città italiane, si celebra la ventiduesima giornata della Memoria e dell’Impegno, alla quale il Parlamento finalmente ha dato una veste ufficiale.

Presenti oltre 500 ragazzi di varie scuole cittadine, Anguissola, Aselli, Einaudi, Galilei di Crema, Ghisleri, Manin, Munari, Stanga, Torriani, e anche il Romani di Casalmaggiore. La partenza del corteo coordinato dall’associazione Libera Cremona e al quale hanno partecipato il comune e il coordinamento degli enti locali per la pace, alle 8,30 era prevista dalla stazione dei treni, dalla lapide in memoria dei giudici Falcone e Borsellino.

L’arrivo dei ragazzi era previsto in Cortile Federico II, dove si sono tenuti interventi dei ragazzi e un breve concerto dell’orchestra giovanile Musikè. Il tema della giornata, luoghi di speranza e testimoni di bellezza, richiama l’importanza di saldare la cura dell’ambente e del territorio con l’impegno per la dignità e la libertà delle persone. Questa giornata, è stato detto dal palco, è un passo importante nella lotta alle mafie, perché testimonia la volontà delle istituzioni di rendere patrimonio vivo l’esempio di quanti sono caduti per mano mafiosa.

Simone Bacchetta 

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