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Edilizia, segnali di ripresa
dal mercato. Viadana e
Casalmaggiore in lieve crescita

Le banche hanno ricominciato a dare mutui con più continuità, gli investimenti su case e terra ci sono. La situazione negozi è più vitale a Casalmaggiore che a Viadana. E poi c'è tutto il settore delle aste.

VIADANA CASALMAGGIORE – Una rondine non fa primavera. Qualcuna in più è un piccolo segno che qualcosa sta lentamente mutando. Il mondo dell’edilizia si muove. In verità non è mai stato del tutto fermo, ma la crisi profonda che lo ha attanagliato ha lasciato segni profondi. Basta fare un giro nel casalasco/viadanese, soprattutto nei comuni più piccoli o nelle frazioni per rendersi conto di quanti cantieri si sono fermati a metà, di quante imprese hanno dovuto gettare la spugna. Alcuni segnali fanno pensare se non ad una inversione di tendenza, ad un miglioramento. Segnali dalle banche (qualche mutuo in più, anche alle imprese edili), dalle imprese che riprendono a costruire (certo ancora poche, ma rispetto al buio di qualche anno fa anche il poco è notizia), e dal settore investimenti (molto attivo quello delle aste immobiliari). Ne abbiamo parlato con due rappresentanti del mondo delle immobiliari, Alberto Gnaccarini da Viadana e Giovanni Rigolli da Casalmaggiore.

Partiamo da Viadana. “Sono ottimista. Le crisi – spiega Gnaccarini – hanno fasi cicliche e ci sono piccoli segnali di ripresa. Il segno che qualcosa sta lentamente cambiando. Abbiamo passato un periodo di crisi già lungo, anche se il mercato non si è mai fermato del tutto. Oggi le persone sono maggiormente invogliate a cercare un immobile perché i prezzi, ancora bassi, stanno lentamente crescendo. Sino a qualche tempo fa, chi aveva una cifra da parte, attendeva che i prezzi calassero ancora. Adesso siamo in una fase in cui il calo si è in molti casi arrestato e questo prelude in genere una fase di crescita. Il mercato dell’usato ha ancora prezzi bassi, ma tante delle belle opportunità che c’erano stanno scomparendo. Diciamo che il mercato dell’usato è in crescita sino a che ci saranno case da acquistare ma pure quello del nuovo, che ha prezzi alti, ha avuto un piccolo aumento”. Nei quartieri più appetibili di Viadana (San Pietro, Villa  Veneziano) i prezzi sono leggermente calati, ma non di tanto. L’unica nota negativa è quella relativa alle attività commerciali: “Lì purtroppo – aggiunge Alberto – non è questione di mercato. Diciamo che la politica e l’alta tassazione non aiutano chi vuole aprire un’attività. I prezzi sono bassi, ma poi c’è da aggiungere il resto e questo scoraggia in tanti casi chi vuole partire”. Resta interessante il mercato del bene rifugio per eccellenza, la terra: “Quella viene venduta appena arriva sul mercato, ma ce n’è sempre poca. Magari avessimo terra da vendere!”. I piccoli segnali di ripresa si vedono anche esaminando la questione da un’altra prospettiva, quella delle banche: “Hanno ricominciato – spiega Gnaccarini – dopo qualche anno ad erogare mutui con una certa continuità. Certo, rispetto al pre crisi, adesso valutano con molta più attenzione: diciamo che se un tempo facevano l’impossibile, oggi sono attenti a tutte le garanzie. C’è stato un tempo in cui i mutui venivano concessi col contagocce. Oggi quel tempo è relativamente passato. Altro segnale di una ripresa è che le banche hanno ricominciato ad aiutare anche le imprese di costruzioni: segno che anche loro vedono una possibilità. La ruota prima o poi girerà, le banche hanno colto questo segnale”. Poi c’è tutta la questione delle aste immobiliari. Un mercato florido: “Si, soprattutto per gli investitori perché se compro un appartamento all’asta a 40 mila euro e lo metto a rendita con l’affitto, quello rende. Discorso diverso per le case più grandi. Noi immobiliaristi ci occupiamo pure delle aste immobiliari, abbiamo clienti che ci chiedono di aiutarli a fare un investimento e si rivolgono a noi. Ma anche quello è un mercato destinato ad esaurirsi. Quello che resta nel viadanese non è al livello di quello che si è già venduto e se prima erano tante le aste che andavano a vuoto, ora sono molto meno. Un altro segnale, se volgiamo, di quella piccola ripresa di cui parlavo”. Perché comprare adesso? “Adesso è il momento propizio perché i prezzi sono ancora bassi e il tasso d’interesse sui mutui è ancora favorevole. Siamo alla coda di questa crisi, prima o poi la crescita dei prezzi non tarderà ad arrivare e pure la crescita dei tassi. Io sono ottimista. Siamo al fanalino di coda dei prezzi bassi. Comprare adesso è ancora un affare”.

Qualche differenza nel mercato del casalasco, soprattutto per quel che riguarda le attività commerciali. Se il viadanese è fermo, il casalasco dà deboli segnali anche nei negozi. Siamo ancora lontani dall’inversione di tendenza ma dopo anni di crisi, qualche segnale c’è. Ne parliamo con Giovanni Rigolli: “Il mercato si è mosso e si muove, grazie soprattutto ai prezzi che ora sono bassi. E poi c’è tutta la parte relativa alle aste immobiliari. Nel casalasco c’è ancora parecchia roba sul mercato a prezzi molto bassi. E’ il resto che facciamo fatica a vendere, ma sappiamo adattarci. Quello delle aste è il mercato degli investitori e noi ci siamo entrati in questo mercato. Ci sono appartamenti che vanno all’asta a 30 o 40 mila euro. Appartamenti che poi puoi mettere in affitto a 350 euro al mese. La banca quei soldi non te li dà per cui investire nella casa, a queste cifre, è conveniente”. Le banche hanno ricominciato a far circolare il denaro, a consentire prestiti: “Sì, a determinati parametri: posto fisso, azienda sana, nessun debito precedente. La garanzia – prosegue Rigolli – è sempre il lavoro oltre alla fidejussione dei familiari. Oggi si arriva all’80% di mutuo erogato dalla banca anche se alcuni istituti di credito, con i broker, riescono a fare avere qualche chanche in più. Certo, anche in questo caso le garanzie devono essere più che solide ma questo è un buon segnale. I tassi restano bassi, i prezzi sono bassi e il mutuo non è proibitivo”. Il mercato della terra tira sempre, ha sempre tirato. “La terra agricola è sempre un bene rifugio, chi acquista in genere è gente che si può permettere grossi investimenti, dai 10 ettari in su”. Il prezzo all’ettaro è circa 50 mila euro. “Stiamo bagnando il naso a Cremona, dove ancora i segnali di ripresa non si vedono. Per l’area in cui siamo, noi sentiamo di più l’influenza di Parma e Mantova. Il mercato delle case qui da noi, soprattutto l’usato, è buono, ma anche il nuovo si difende. Se poi ti sposti nei paesi limitrofi, da Gussola in poi, trovi case vecchie con prezzi molto bassi. Veri affari”.  Altro mercato interessante quello dei capannoni: “Ce ne sono molti vuoti, i prezzi sono calati ulteriormente e c’è chi ancora compra”. Infine i negozi: “Devo dire che qui a Casalmaggiore in centro il mercato si muove. Ci sono piccole attività che nascono e comprano. Fuori dal centro è però ancora un disastro. Ho negozi in vendita da tanti anni che nessuno vuole e negozi all’asta che nessuno compra nonostante i prezzi. A Casalmaggiore abbiamo la fortuna di un centro che si muove, che resta attivo. I prezzi bassi attraggono se compri in un’area in cui comunque la gente passa. L’unico rischio che vedo è il possibile aumento dell’IVA. Se a livello nazionale si decidesse di percorrere questa strada, si darebbe una botta considerevle a questa piccola ripresa. Ma è l’unico rischio, la gente ha ricominciato ad avere un po’ più di fiducia”. E gli affitti? “Il mercato degli affitti non ha mai subito grosse contrazioni. A Casalmaggiore trovi monolocali da 250/300 euro al mese e appartamenti da 400/500 euro al mese. Poi, se ti sposti i prezzi naturalmente calano”. Comprare adesso conviene? “Sì, per tutto quel che ho detto. Gli affari in giro ci sono ed anche il mercato del nuovo offre soluzioni interessanti. I tassi bassi non dureranno a lungo. Comprare conviene e le banche hanno ricominciato ad essere più possibiliste. Certo, a garanzie precise ma le possibilità ci sono. E ci sono piccoli segnali di fiducia”.

Piccoli segnali di fiducia insomma. Ancora presto per dire che la crisi è finita ma non per dire che la situazione è leggermente mutata rispetto solo all’anno scorso. Una piccola famiglia di rondini insomma, nell’attesa che il volo si faccia col tempo più nutrito. Tasse ed IVA permettendo.

Nazzareno Condina

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