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Martignana, aventino dell'opposizione. Maggioranza "Tutto regolare, lo dice la PEC"

"Fa fede la PEC - spiega Elisa Baraldi - e la PEC di convocazione del Consiglio è stata inviata il 24 marzo alle 17.59 mentre la documentazione del bilancio è stata resa pubblica il 9 marzo alle 18"

MARTIGNANA PO – La minoranza se ne va, ma il Consiglio Comunale si fa lo stesso. La maggioranza difende la propria posizione contestando le tesi dell’opposizione sulla presunta nullità dell’assise per mancanza dei tempi tecnici e contesta anche le critiche sul bilancio. “Fa fede la PEC – spiega Elisa Baraldi – e le date sono nei termini. I tempi sono stati rispettati”. Secondo la maggioranza per la quale fanno fede i documenti “La PEC di convocazione del Consiglio è stata inviata il 24 marzo alle 17.59 mentre la documentazione del bilancio è stata resa pubblica il 9 marzo alle 18”. E’ iniziato così il Consiglio Comunale di Martignana Po, svoltosi ieri sera alla presenza della sola maggioranza (Gozzi, Prestileo, Piedi, Bernardi, Baraldi, Lana, Feroldi e Turrini) e inizialmente del membro di minoranza Anna Pasquariello che si è limitata a leggere il documento di contestazione in cui venivano lanciate accuse di “Irregolarità formale e sostanziale” nella convocazione e nella presentazione della documentazione a disposizione dei consiglieri. Dopo la lettura Pasquariello ha chiesto il rinvio della seduta. Seduta sospesa per qualche minuto sino all’annuncio che quel consiglio si sarebbe tenuto lo stesso. “Tutto è stato fatto secondo i termini prescritti – ha chiosato pure il sindaco Alessandro Gozzi – per cui si va avanti. Dispiace notare questo atteggiamento in Consiglio Comunale come dispiace far notare che poi alla convocazione delle preconsiliari in cui tanti argomenti potrebbero essere affrontati, della minoranza non ci sia quasi mai nessuno”. Anche il segretario comunale ha parlato di liceità del consiglio. Le ‘Eventuali patologie’ ove vi fossero ha sottolineato saranno valutate dagli organi preposti. Era un consiglio importante quello di ieri sera. Sofferto per le note questioni di bilancio, il primo dopo l’avvio dell’Iter di uscita dall’Unione con Gussola e Torricella. Anna Pasquariello dopo il chiarimento ha abbandonato il proprio scranno lasciando la sola maggioranza a discutere di questioni importanti per tutta la comunità.
RIFIUTI – Alla presenza dei vertici di Casalasca Servizi è stato reso noto il passaggio alla tariffa puntuale, così come i comuni di Casalmaggiore e Piadena. Martignana è il terzo comune della provincia ad adeguarsi al sistema che fa pagare il conferimento ‘a peso’ dell’indifferenziato, del bidone con microchip che consente un pagamento più congruo e pure, di rimando, un maggior controllo del conferito. Un sistema che a Casalmaggiore e Piadena ha portato buoni frutti. “Casalmaggiore è passata dal 71% al 79% di differenziata, mentre a Piadena si è superato l’80%”. In che consiste il nuovo sistema? Oggi si paga una parte fissa ed una variabile, calcolata secondo coefficienti ministeriali, che copre i costi della differenziata. Col nuovo sistema la parte variabile viene differenziata a sua volta. Una parte è calcolata a coefficiente, l’altra a peso dell’indifferenziato conferito. In parole poverissime, 0,58 euro a bidone del secco prelevato. “Questo consente una maggior attenzione a ciò che va nell’indifferenziato – ha sottolineato Casalasca – ed una maggiore equità. Le utenze pagano una parte a seconda di quel che conferiscono perché per noi il costo più pesante della raccolta è proprio l’indifferenziata”. Un premio ai furbini? Non proprio, perché col microchip del bidone si sapranno i conferimenti di ogni utenza e sotto una soglia minima scatteranno i controlli. L’utente che scarica il secco tre volte l’anno dovrà giustificare il fatto per non incorrere in pesanti sanzioni. Naturalmente il secco non verrà ‘pesato’ (“Non lo fa nessuno, sarebbe un costo non indifferente che ricadrebbe sui cittadini”), ma a svuotamento, a bidone, ipotizzando che un bidone ben pressato possa contenere 3,6 kg di secco. 0,16 euro al kg che poi fanno gli 0,58 euro a bidone. Ci sarà una soglia minima per tutti, come dicevamo, sotto la quale si dovrà dimostrare il perché non si è conferito il secco minimo calcolato a persona. Poi ogni utente potrà decidere quanti conferimenti fare. “Ipotizzando un conferimento alla settimana – ha proseguito Casalasca – si arriverebbe a fine anno a spendere per la parte variabile 30 euro”. L’esempio virtuoso lo ha segnalato il vicesindaco Prestileo “In tre in famiglia facendo massima attenzione riesco a svuotare il secco una volta ogni tre settimane”. Altra importante novità la sistemazione del deposito inerti. Entro giugno, così come già avviene a Casalmaggiore, verrà sistemata la sbarra con apertura tramite tessera sanitaria. Un controllo ulteriore e la possibilità, per i residenti, di andare a scaricare ingombranti, oli esausti, elettrodomestici direttamente in discarica. Il secco non potrà essere conferito in discarica. E’ la legge a vietarlo espressamente. Ultima novità da quest’anno non sarà più il comune, ma direttamente Casalasca ad occuparsi di incassare le tariffe, sgravando l’amministrazione di costi ulteriori e consentendo a Casalasca un attento monitoraggio ed il recupero puntuale dei crediti.
BILANCIO – Tenendo ferme tutte le considerazioni sul bilancio (il preventivo è una previsione, i conti effettivi sono quelli del bilancio consuntivo) in sofferenza e le questioni legate alla corte dei conti, è stato presentato il preventivo che prevede un pareggio. Un preventivo che dovrà essere comunque rivisto alla luce dei costi dei mesi dell’Unione. Un bilancio ‘slip’ al di là delle considerazioni sulle esternalizzazioni, e lo si capisce già dalle cifre. Dalla cifra di 3456000 euro si passa a 2290000 del previsionale presentato. Rigore, allargamento base imponibile, recupero crediti pregressi, esternalizzazioni, taglio delle spese. L’unica ricetta applicabile in questo momento, naturalmente corte dei conti permettendo. Il bilancio è stato approvato dal revisore dei conti, che non ha però mancato di far notare la sofferenza del conti del comune. Il primo piccolo segno del taglio delle spese è quello della rinuncia di tutti i consiglieri al gettone di presenza: un gesto simbolico certo, ma comunque un gesto. Tari, Imu e Tasi non varieranno rispetto all’anno scorso.
CONCLUSIONI DEL SINDACO – “Ci dispiace di questo atteggiamento della minoranza, che poi non partecipa alle preconsiliari quando tanti dei problemi potrebbero essere discussi prima ancora di arrivare in consiglio. Ci sono i verbali di presenza a testimoniare di quante volte la minoranza sia stata assente. La verità è che si naviga a vista nel guado, tra le difficoltà. Rispetto all’unione mi sento chiedere cosa si farà adesso. Da adesso, dal 1° aprile questa amministrazione affronterà aprile. Se poi, come sembra dalle disposizioni in approvazione in parlamento, per eventuali scelte per Unioni ci sarà tempo sino al 31 dicembre, valuteremo. L’impegno di questa amministrazione è massimo per affrontare questo momento”. Il futuro è incerto, ora si naviga a vista. Questo non sminuisce l’impegno nel cercare di portare avanti l’azione amministrativa al meglio possibile. Lo rende un po’ più complicato, quello sì, con poche possibilità di manovra. Ma è una sfida che l’amministrazione di Martignana è decisa a portare avanti sino al termine. Sia esso quello sancito dalle scadenze elettorali o quello dell’eventualità che siano altri organi preposti a deciderne il termine.

Nazzareno Condina

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