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Rivarolo Mantovano, prosegue
la guerra. La minoranza:
"Galli litigioso di natura"

"Su un fatto concordiamo con la maggioranza. Saranno i cittadini a stabilire come avranno operato Galli e i suoi Consiglieri. Sempre che prima non intervengano la Corte dei Conti o altri Organi preposti al controllo delle Attività Amministrative".

RIVAROLO MANTOVANO – Ormai è una guerra a suon di comunicati quella in atto, in questi giorni, tra la minoranza e la maggioranza Consigliare di Rivarolo Mantovano. Ecco il nuovo comunicato della Lista Civica Milani in replica a quanto diffuso dai Consiglieri di Galli.

“Innanzitutto notiamo con piacere che a rispondere siano stati i Consiglieri e non il Sindaco. Finalmente sentiamo anche la loro opinione, visto che, generalmente, durante i Consigli Comunali tendono a stare in silenzio. Tant’è che un loro intervento sugli argomenti presenti all’ordine del giorno, come riportano i verbali, rappresenta un evento raro e forse, in tre anni, di alcuni Consiglieri non abbiamo ancora sentito la voce”.

Dopo una breve introduzione, il comunicato prosegue con una dettagliata relazione dei Consiglieri di Minoranza: “La prima ‘castroneria’ viene riportata proprio nel comunicato da poco divulgato dai Consigliere di Maggioranza, ma forse, non se ne sono nemmeno accorti. Si legge infatti che, l’interruzione del servizio appaltato dall’1 marzo è dovuta alla mancata presentazione, entro 30 giorni dalla sottoscrizione del contratto, da parte del titolare, della documentazione richiesta dalla normativa sugli appalti pubblici. Ma se il contratto è stato stipulato a fine febbraio e la risoluzione è stata fatta il 22 marzo, dove stanno i 30 giorni? Il titolare del pullman avrebbe avuto ancora 8 giorni per presentare l’intera documentazione. Al di la di questo, i Consiglieri, affermano anche che non è stata versata la caparra. La domanda che però sorge spontanea è la seguente: negli appalti pubblici, questa, non dovrebbe essere corrisposta prima dell’inizio del servizio? E, visto che, la caparra non è stata versata, come mai il servizio è “partito” comunque?  Forse questo caos è stato provocato dalla mancanza di tempo, dato che dagli atti, si evince che, come al solito, l’Amministrazione Comunale si è ridotta all’ultimo momento per espletare la gara, con l’aggravante che, stavolta, neanche le aziende del territorio hanno voluto partecipare, non essendo arrivata nessuna offerte per due gare consecutive. Si è proceduto quindi con la trattativa privata e l’offerta della BS Autoservizi è arrivata solo il 27 febbraio, due giorni prima dell’inizio del servizio. Per quanto riguarda il resto, visto che la versione del Sindaco è diametralmente opposta alle dichiarazioni rilasciate dall’Autista, sarà il giudice a stabilire chi avrà ragione e chi torto. Facciamo comunque presente che il contesto assai precario a cui si riferisce la maggioranza nasce sempre dalla decisione di Galli di recedere da Foedus”.

Il documento poi prosegue: “Che il nostro Sindaco sia litigioso, non siamo noi a sostenerlo, ma i fatti. Ricordiamo in ordine cronologico i dissapori con il Parroco per la modifica della viabilità. Con l’ex Presidente della Fondazione Sanguanini, Alessia Bongiovanni, finite sulla stampa locale, nominata da Galli stesso pochi mesi prima. Con l’ex sindaco di Bozzolo Giuseppe Torchio. I litigi con l’ex Segretario Comunale dott.ssa Boni, sfociate nelle dimissioni di quest’ultima. La lite, ancora in essere, con scambio di carte bollate, con l’Ing. Foini di Ies S.r.l. per la questione dell’illuminazione pubblica. Ora passiamo ai dissidi più recenti, l’anno scorso con tutti i sindaci dell’Unione Foedus, per i motivi che ormai tutti sappiamo, che sfoceranno in tribunale. I dissapori con i Dipendenti Comunali, anche se, come al solito, il Sindaco minimizza, ma se non fosse così perché alcuni dipendenti hanno chiesto la mobilità? Adesso con la BS Autoservizi, che porterà anch’essa in tribunale. Per tre anni di mandato abbiamo elencato già abbastanza fatti”.

Poi il voto in Consiglio: “Per quanto riguarda il discorso della “manina alzata”, come al solito, viene frainteso il significato delle nostre parole. La questione è riferita a quanto detto precedentemente. Possibile che su argomenti importanti non si possa sapere l’opinione della maggioranza? Si è votato un atto con quattro pareri tecnici contrari e nessuno dei Consiglieri ha rilasciato dichiarazioni al riguardo. Ciò che risulta ancora più drammatico è che vengano ‘istruiti a dovere’ poco prima dei Consigli Comunali, rendendo cosi inevitabili certe brutte figure. Come quando un Consigliere ha letto una proposta di deliberazione, apparentemente scritta da lui, ma a nostra richiesta di delucidazioni ha dovuto chiedere l’aiuto del Sindaco, visto che non sapeva nemmeno abbozzare una risposta. Oppure quella del Consigliere che lesse un regolamento scritto e firmato da tutti i Consiglieri di Maggioranza, ed una volta arrivati al dibattito non sapeva cosa rispondere alle nostre semplici domande. Tutto questo fa sorgere molte domande…”

Milani, Favagrossa e Molteni chiudono così il comunicato: “Su un fatto però concordiamo con la maggioranza. Saranno come sempre i cittadini, tramite lo strumento del voto, a stabilire come avranno operato Galli e i suoi Consiglieri in questi anni di mandato. Pertanto, se sono convinti di aver operato al meglio e per il bene della comunità, non hanno nulla da temere. Sempre che prima non intervengano la Corte dei Conti o altri Organi preposti al controllo delle Attività Amministrative”.

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