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Franco Vacchelli (Fond. Busi)
ai sindacati: "L'agitazione
rischia di creare difficoltà"

"Appare evidente la volontà del sindacato di strumentalizzare a fini politici questa decisione; non si spiega altrimenti il riferimento al Sindaco, che non ha avuto alcun ruolo nella questione".

CASALMAGGIORE – Risponde ai sindacati Franco Vacchelli. Ed è un rilancio duro il suo: “In relazione alle notizie apparse sulla stampa locale circa la decisione del CdA della Fondazione Busi di applicare dall’1/4/2017 il contratto collettivo di lavoro UNEBA per i nuovi assunti, si precisa quanto segue: la Fondazione è una realtà privata che sin dalla sua depubblicizzazione ha avuto la facoltà di applicare un contratto di lavoro di tipo privatistico; infatti realtà analoghe della provincia adottano da tempo contratti privati per i nuovi assunti o, addirittura, per tutti i dipendenti, vecchi e nuovi indistintamente. Sulle 23 strutture socioassistenziali private (non ASP) del territorio cremonese solo 7 continuano ad applicare un contratto pubblico pur essendo depubblicizzate. Tutte le altre adottano contratti di lavoro privatistici in quanto ritenuti più confacenti alle esigenze del settore sociosanitario. Il CCNL Uneba è stato sottoscritto da Cgil, Cisl ed Uil, che ora parlano di dumping da rigettare!
La decisione è stata presa dopo che in numerosi incontri con le segreterie provinciali di GGIL, CISL UIL è stato a lungo dibattuto il tema del contenimento del costo del lavoro nella Fondazioni Busi; da tempo l’Amministrazione indicava come soluzione utile a raggiungere tale obbiettivo l’adozione, per i nuovi assunti, del contratto collettivo di lavoro Uneba. Tuttavia la Fondazione, accogliendo l’invito delle OO.SS. a verificare la possibilità di attuare interventi organizzativi utili all’incremento della produttività in alternativa all’introduzione di un nuovo e diverso CCNL, ha seguito un percorso di verifica e confronto su alcuni grandi temi:  riorganizzazione dei servizi, regolamentazione dei permessi di vario tipo, contenimento dell’assenteismo (per malattie, permessi etc,), corretta applicazione degli istituti contrattuali previsti dal contratto Enti Locali. Purtroppo tali approfondite analisi non si sono tradotte in provvedimenti concretamente attuabili e quindi utili all’effettivo contenimento del costo del personale, che da solo rappresenta più del 75% di tutti i costi della struttura.
Si assicura e si ribadisce che il personale attualmente dipendente della Fondazione Conte Carlo Busi Onlus a tempo indeterminato mantiene inalterato il rapporto contrattuale in essere, dunque il CCNL Enti Locali.
L’adozione del contratto UNEBA per le nuove assunzioni consente il mantenimento ed anzi il miglioramento quali-quantitativo dei servizi offerti e l’adeguata tutela dei cittadini assistiti, in quanto prevede un orario di lavoro settimanale più esteso, assicurando al contempo alla Fondazione di fruire della flessibilità di un contratto privato.
Come ben sa la parte sindacale, la Fondazione è impegnata in una fase di profonda revisione del modello assistenziale, che sarà migliorato e maggiormente orientato alle reali necessità della persona (dalla cura al prendersi cura) e l’assunzione di cinque ausiliari è solo il primo passo di un adeguamento e consolidamento dell’organico che nel tempo sarà ancora più consistente, anche in relazione al turnover previsto.
L’amministrazione ha l’obbligo di garantire che le scelte assicurino il mantenimento dell’equilibrio economico finanziario della Fondazione nel medio lungo periodo, ed il C.d.A. a seguito di un’approfondita discussione ha valutato indispensabile a tali fini la scelta di adottare un contratto collettivo di lavoro meno oneroso, in quanto l’equilibrio della gestione caratteristica è acquisita sempre con maggior fatica; a tal riguardo, a breve scopriremo gli effetti che il rinnovo contrattuale EE.LL. determinerà in termini di ulteriore incremento della spesa per il personale. Si aggiunga che le entrate dalla gestione patrimoniale sono sempre più in calo (a causa del crollo delle rendite degli immobili) e che, in futuro saranno appena sufficienti a coprire i costi di manutenzione ed adeguamento delle proprietà.
La Fondazione è sottoposta al controllo di un revisore dei conti nominato da terzi, che ne certifica il bilancio e, pertanto, non serve che la parte sindacale si accolli l’onere di verificare  ”il quadro completo delle spese affrontate”.  Il quadro complessivo ed i dati della gestione quando questi saranno presentati in seduta pubblica a tempo debito.
Appare evidente la volontà del sindacato di strumentalizzare a fini politici questa decisione; non si spiega altrimenti il riferimento al Sindaco, che non ha avuto alcun ruolo nella questione. Inoltre, dispiace che le azioni di contrasto della parte sindacale rischino di tradursi in difficoltà ad erogare puntualmente il servizio, dato l’annuncio di blocco degli straordinari e la richiesta ai dipendenti, che non sono toccati da questa decisione, di negare gli eventuali rientri,  dettati sempre da improvvise, quindi non programmabili, necessità”.

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