Commenta

Brescia-Parma, incontro
in Regione: "160 convogli in
3 anni", problemi in stand by

Nei prossimi tre anni, ha spiegato Sorte affiancato dai consiglieri regionali Federico Lena e Carlo Malvezzi, che hanno invece più volte evidenziato l’urgenza dei problemi sulla Brescia-Parma, 160 nuovi convogli, alcuni elettrici e alcuni a gasolio, verranno piazzati su tutte le linee lombarde.

MILANO – L’esordio, va detto, non è stato dei più incoraggianti. Quando è arrivato al tavolo preposto con gli esponenti di maggioranza e minoranze consiliari del comune di Casalmaggiore per i problemi legati alla tratta ferroviaria Brescia-Parma, l’assessore regionale alle Infrastrutture Alessandro Sorte ha chiesto: “Ma dov’è Casalmaggiore?”. Qualcuno non l’ha presa bene e, da parte delle minoranze, qualche mugugno s’è sollevato. Per altri invece solo una battuta, poi alimentata dalla successiva uscita di Sorte che ha detto di avere molto a cuore Crema, per la passione calcistica che lega quella terra a Bergamo (da dove Sorte arriva: e non pochi sono i cremaschi che tifano Atalanta).

In ogni caso e al di là delle interpretazioni, si è trattato di un incontro interlocutorio, in attesa di nuovi sviluppi che dovranno coinvolgere nel dibattito e nella progettualità futura anche Rete Ferroviaria Italiana e Trenord, la partecipata di Regione Lombardia, sulla quale il Pirellone deve fare pressione per migliorare la situazione dei pendolari. E’ risaputo che Casalmaggiore da tempo soffra del fatto di sentirsi, ed essere pure considerata, un po’ troppo periferica: certo, la geografia dice questo, ma dato che non esistono pendolari di serie A e di serie B, l’uscita di Sorte prima riportata ad alcuni degli interlocutori, battuta o no, è piaciuta poco.

Eppure, come detto, qualcosa da salvare c’è: nei prossimi tre anni, ha spiegato Sorte affiancato dai consiglieri regionali Federico LenaCarlo Malvezzi, che hanno invece più volte evidenziato l’urgenza dei problemi sulla Brescia-Parma, 160 nuovi convogli, alcuni elettrici e alcuni a gasolio, verranno piazzati su tutte le linee lombarde. Quanti arriveranno a Casalmaggiore, o comunque sulla tratta in questione, che sta letteralmente facendo impazzire – tra ritardi, scarse condizioni di sicurezza e soppressioni – i pendolari casalaschi? Questo non è dato sapere, ma in fondo il nuovo incontro tra Regione, Rfi e Trenord servirà proprio a rimarcare tale urgenza, per fare sì che qualche nuovo treno venga destinato anche al Sud Lombardia, senza dimenticare che qualche convoglio di recente fabbricazione già utilizzato sul territorio potrebbe essere destinato sempre alla Brescia-Parma, senza aspettare oltre.

Il sindaco Filippo Bongiovanni, affiancato dal vice Vanni Leoni e dal consigliere Giuseppe Cozzini, ha detto che la speranza è che qualcosa possa muoversi, mostrando realismo, senza voli pindarici né promesse; le minoranze, come detto, la vedono un po’ diversamente, ma sono disposte a unire le forze, perché solo così qualche miglioramento potrebbe essere ottenuto.

Il Listone, che aveva promosso in consiglio la mozione congiunta sul problema, con il consigliere Alessandro Rosa e il presidente Gabriel Fomiatti, attende ora una nuova convocazione. Anche se, stando a quanto ha riportato il sindaco Bongiovanni, l’incontro sarà tra Regione, Rfi e Trenord, senza altri interlocutori, ma con Sorte che porterà al tavolo previsto il sondaggio Eidos, dossier cartacei ed elenco dei disservizi che faranno da istanza pro pendolari di Casalmaggiore e del Casalasco.

Intanto Pierluigi Pasotto, consigliere comunale rappresentante del gruppo Casalmaggiore la Nostra Casa, ha insistito sull’esigenza di promuovere la Tibre ferroviaria, con risposte rimaste pure qui in stand-by, ma della quale si parlerà nel futuro tavolo sempre con Rfi e Trenord; Orlando Ferroni, relazionandosi con il consigliere regionale Lena, ha rimarcato invece il problema della sicurezza. Che manca sulla Brescia-Parma e, oggettivamente, non soltanto lì.

Giovanni Gardani 

© Riproduzione riservata
Commenti