Cronaca
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Nuovo scacco ai pescatori di frodo: i carabinieri li fermano a pochi passi dal comprensorio

Con l’accusa di pesca senza licenza i carabinieri della stazione di Campagnola Emilia hanno denunciato alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Reggio Emilia due cittadino romeni, un 30enne residente a Bovolone (Verona) e un 32enne residente a Livorno.

NOVELLARA – Hanno lamentato la paternità delle reti che i carabinieri della stazione di Campagnola Emilia con le guardie ittiche volontarie stavano estraendo dal canale Cartoccio, ubicato in via Viazza della frazione San Bernardino di Novellara, liberando, nel contempo, numerosi pesci (in prevalenza carpe e siluri) che erano finiti nella rete. Il fenomeno interessa chiaramente da vicino anche la nostra zona, trattandosi di terre di fiume.

I carabinieri non aspettavano altro ovvero risalire proprio all’identità dei pescatori di frodo che avevano piazzato oltre un chilometro di reti lungo il canale Cartoccio catturando numerosi pesci. Pescatori di frodo che quindi i carabinieri hanno identificato grazie alla sfacciataggine con cui i due lamentavano la paternità delle reti. Quando poi, non essendo titolari di licenza di pesca, hanno compreso di finire nei guai, hanno cercato di ritrarre negando che le reti fossero le loro. Una condotta che ovviamente non ha evitato la denuncia.

Con l’accusa di pesca senza licenza i carabinieri della stazione di Campagnola Emilia hanno denunciato alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Reggio Emilia due cittadino romeni, un 30enne residente a Bovolone (Verona) e un 32enne residente a Livorno. Ai due i carabinieri hanno sequestrato numerosi reti, per una lunghezza complessiva di un chilometro e l’autovettura in loro uso che sarebbe servita per caricare i numerosi pesci finiti nelle reti e che invece, grazie all’intervento dei carabinieri e delle guardie ittiche volontarie, sono stati rimessi nel canale.

L’altra notte le guardie ittiche avevano notato stranii movimenti nei pressi del canale Cartoccio per cui unitamente ai carabinieri di Campagnola Emilia avevano effettuato una ricognizione scoprendo la presenza delle reti nelle acque del canale. Reti piene di esemplari (prevalentemente carpe e siluri) con un peso oscillante tra i 5 e i 10 chili ad esemplare che venivano liberati e rimessi nel canale dagli operanti. Durante tali operazioni l’arrivo di due romeni che invitavano gli operanti a fermarsi dichiarando che le reti erano le loro.

Peccato non avessero la licenza di pesca: sono stati denunciati e privati anche dell’auto che unitamente alle reti è stata sequestrata. Uno dei due romeni era stato denunciato solo qualche giorno fa dai carabinieri di Novellara essendo stato sorpreso, con altri due connazionali, trasportare nell’auto alcuni quintali di pesce poi sequestrato dai carabinieri.

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