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Lega Nord, Fava sfida
Salvini: "Non dobbiamo
perdere le nostre radici"

"La svolta lepenista è un dato di fatto, noi vogliamo fermarla. Il Front National è uno dei blocchi più centralisti e conservatori d'Europa, cosa c'entra con noi? Non siamo mai stati di estrema destra". GUARDA IL VIDEO

MILANO – Gianni Fava, 49 anni, assessore all’Agricoltura della Regione Lombardia, conferma la sua intenzione di sfidare il leader Matteo Salvini alle Primarie della Lega. L’annuncio in una intervista pubblicata sul sito della Stampa. “L’idea federalista e indipendentista é più attuale oggi di vent’anni fa. Molti militanti hanno paura che la Lega smetta di essere la Lega, che perda le sue radici. Per questo ho deciso di candidarmi come segretario”.
“Sono realista, e vedo la disparità delle forze in campo. Ma noi siamo nati come un movimento post-ideologico, ne’ di destra ne’ di sinistra, che difende gli interessi del Nord. Un progetto nazionalista e lepenista non mi appassiona, e così tanti militanti a cui voglio dare voce. Dopo la crisi economica, l’insofferenza verso Roma e il centralismo è ancora più forte. Non solo tra i nostri militanti ma nel popolo che rappresentiamo, gli artigiani, le partite Iva”, aggiunge Fava.
Salvini ha preso un partito in agonia e l’ha portato sopra il 10%. Difficile scalzarlo. “Per ora si tratta di sondaggi. Non nego i risultati che ha raggiunto, ma ora e’ giusto misurarsi in un congresso, discutere su dove vogliamo portare la Lega. Voglio un congresso vero, con un solo candidato sarebbe stato di plastica e senza contenuti. La svolta lepenista è un dato di fatto, noi vogliamo fermarla. Il Front National è uno dei blocchi più centralisti e conservatori d’Europa, cosa c’entra con noi? Non siamo mai stati di estrema destra. I dirigenti del Fn hanno quasi tutti il doppio cognome, noi siamo il partito degli straccioni. Ricordo un vecchio artigiano che mi disse: ‘Sbrighiamoci a fare la Padania, che io voglio tornare a votare a sinistra’. Questa era la Lega e lo deve essere ancora”.
Fava spiega di non aver parlato “con Bossi, ma la sua mi sembra una battaglia personale contro Salvini, la mia no. Io non cerco strappi. Anzi, Matteo dovrebbe ringraziarmi perchè con la mia battaglia cerco di tenere dentro molti militanti che sono pronti ad andarsene”.
Quanto al listone con Meloni, Fava spiega che “il punto non è solo il listone, ma la perdita del nostro dna indipendentista. Io non rimprovero a Salvini di andare a cercare voti al sud, anche se non mi pare che ne stia trovando molti. Anch’io in passato sono andato a sud, ci siamo persino alleati con l’Mpa, ma sempre come Lega per l’indipendenza della Padania”.
E a chi gli chiede se Maroni lo sosterrà, Fava risponde: “Non ho parlato con lui e non mi aspetto niente. La mia non è la battaglia dei colonnelli, ma dei soldati semplici. I dirigenti spesso sono impegnati a garantire se stessi”.

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