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Casalmaggiore d'epoca rivive
nei filmati di Lanzoni: evento
per i 50 anni della Pro Loco

Al di là dell’aspetto emotivo e dell’indubbio fascino sprigionato dal bianco e nero o comunque dal filmato d’epoca, una serata come quella organizzata dalla Pro Loco è servita a rimarcare l’opera di ricerca e conservazione delle tradizioni locali, mediante fotografie e video, per non perdere, appunto, la memoria storica.

CASALMAGGIORE – Rivivere il passato, quello della propria città, del proprio paese, con i suoi personaggi. Perché in fondo fa parte del patrimonio, così come un monumento, una chiesa, una tradizione. Casalmaggiore si è radunata così, con la presenza di varie generazioni, alla sala della Pro Loco di piazza Garibaldi per seguire da vicino i due filmati storici trasmessi su concessione di Miro Lanzoni, cineasta e archivista, ritrovando così ricordi, memoria e un po’ di sana nostalgia.

L’evento, inserito all’interno delle celebrazioni per i 50 anni di fondazione della Pro Loco stessa, prevedeva la messa in onda di due documentari: il primo, molto sentito anche nell’attualità dato che la questione è stata pure affrontata nel recente consiglio comunale, mostrava immagini del vecchio ospedale di via Cairoli, ora fatiscente e quasi al collasso, eppure un tempo luogo che ha visto nascere diverse generazioni di casalesi e che, anche per questo, per la sua collocazione a pochi passi dal centro storico, ha sempre rappresentato un edificio al quale guardare con affetto.

Nella foto Lanzoni e Maroli della Pro Loco

Il secondo filmato, invece, era dedicato a Giuseppe Raineri, per tutti Giusepon, compianto artista poliedrico al quale gli Amici di Casalmaggiore hanno dedicato proprio pochi mesi fa una personale, mostrando il suo genio di pittore, incisore, scultore e persino cantante. Non mancavano però anche figure di personaggi casalesi molto noti per la loro estrosità e per la vena attoriale: Miro Lanzoni, infatti, per anni, tra i ’70 e gli ’80 (e pure oltre) si è dilettato a realizzare cortometraggi di fiction con Albertino Favagrossa e Giuseppe Pino Toscani, che hanno costituito, per certi versi, una coppia unica nel suo genere.

Al di là dell’aspetto emotivo e dell’indubbio fascino sprigionato dal bianco e nero o comunque dal filmato d’epoca, una serata come quella organizzata dalla Pro Loco è servita a rimarcare l’opera di ricerca e conservazione delle tradizioni locali, mediante fotografie e video, per non perdere, appunto, la memoria storica. Sempre restando ai due personaggi interpretati da Favagrossa e Toscani, nello sketch mostrato i due fingono di essere barbiere e cliente. Già, il barbiere, il luogo del pettegolezzo e delle “bagole”. Quale miglior erede della lunga tradizione, molto padana, dei filòs?

Giovanni Gardani

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