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Il Casalasco ricorda Scarponi
Scaravonati: "Addio, amico"
Devicenzi: "Ciclisti rischiano"

“Chi si allena sulla propria bici, conosce benissimo questa cruda realtà, che il nostro meraviglioso Paese, non è per i ciclisti. Rischiare la vita fa parte del nostro gioco, perché la gente ha fretta di andare.....dove?....boh!...questo non lo so!" commenta il paralimpico e mental coach di Martignana di Po.
Nella foto Michele Scarponi

CASALMAGGIORE/MARTIGNANA DI PO – Profondo cordoglio ha suscitato in tutta Itala e nel mondo dello sport la scomparsa di Michele Scarponi, grande ciclista dell’Astana che vinse il Giro d’Italia nel 2011 ed era pronto a correre da capitano nella corsa rosa che prenderà il via tra qualche settimana. Anche dal Casalasco sono così giunti messaggi di cordoglio, da parte di sportivi che, o hanno conosciuto direttamente Scarponi proprio condividendo la loro attività, oppure hanno comunque voluto salutare il campione di ciclismo, portando all’attenzione il tema della sicurezza stradale.

Laura Scaravonati, pluricampionessa di mountain bike orienteering di Casalmaggiore, aveva conosciuto Scarponi proprio su strada e in alcuni avvenimento sportivi. Così ora lo ricorda dalla propria pagina Facebook: “Sono passate tante ore nelle quali ho sperato fosse un incubo. Addio Michele amico mio, mi mancherai da morire come mancherai a tutti i fortunati che avevano il privilegio di averti nella loro vita. Non ho parole ma solo lacrime, quelle che di sicuro stanno solcando i volti di tutte le persone alle quali hai regalato almeno uno dei tuoi sorrisi irresistibili. Ciao Scarpa”.

Andrea Devicenzi, ciclista paralimpico di Martignana di Po e mental coach, peraltro vittima un anno fa di un incidente stradale, dal quale ha riportato la frattura del femore, senza per fortuna conseguenze più tragiche, ha invece voluto porre l’attenzione (sempre dalla propria pagina Facebook) sull’assurdità della morte di Scarponi, investito da un camion mentre si stava allenando: “Chi si allena sulla propria bici, conosce benissimo questa cruda realtà, che il nostro meraviglioso Paese, non è per i ciclisti. Rischiare la vita fa parte del nostro gioco, perché la gente ha fretta di andare…..dove?….boh!…questo non lo so! Vale la pena, forse, attendere 5 secondi per dare la precedenza ad uno sportivo che in quel momento non sta inquinando, non pesa sulla sanità perché gode di ottima salute e non fa rumore, o forse è meglio stirarlo, con famiglie a casa che lo aspettano. Meditate, quando correte in macchina per andare al supermercato, a far l’aperitivo o per coricarvi sul divano, godendovi la vostra casa e la vostra famiglia, dopo che qualche minuto prima, avete messo in pericolo per una manciata di secondi quella degli altri. Siamo ancora in tempo per cambiare le cose, anche se Michele non tornerà mai più! Ma lo vogliamo??????”.

Giovanni Gardani 

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