Cronaca
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Crocerossine in volo: l'esperienza sul campo (e in elicottero) per cinque casalesi

La parte pratica è passata da una lezione “in bianco”, ossia in hangar con l’elicottero a pale spente: qui le cinque infermiere si sono divise a turno. Una squadra di quattro ha trasportato sulla barella la quinta infermiere, che interpretava la parte del ferito. Poi lezione invece all'aperto.

VENEGONO SUPERIORE – Una giornata difficile da dimenticare per le cinque aspiranti infermiere volontarie che stanno seguendo il corso presso la sezione di Casalmaggiore. Guidate infatti dall’istruttrice che le sta seguendo nelle varie lezioni presso l’attuale sede della CRI Casalmaggiore alla casa di riposo Busi, le cinque aspiranti crocerossine, che rappresenteranno un corpo, come noto, ausiliario verso le Forze Armate, si sono recate a Venegono Superiore, in provincia di Varese e al confine con la Svizzera, presso la caserma della Guardia di Finanza di via Alcide de Gasperi, dove si trova la sezione aerea delle Fiamme Gialle.

Le cinque donne, infatti, hanno avuto modo di simulare un trasporto feriti proprio in elicottero. Prima però hanno assistito ad una lezione teorica e molto tecnica da parte del colonnello della caserma di Venegono, nel corso della quale sono state illustrate le caratteristiche dei mezzi (principalmente elicotteri) che vengono utilizzati per il soccorso feriti, per la ricerca dispersi e per tutte le operazioni svolte spesso in luoghi di alta montagna e presso bacini lacustri, presenti in larga quantità al confine tra Italia e Svizzera. La lezione fondamentale ha riguardato la sicurezza dell’operatore nelle manovre di avvicinamento e allontanamento dai mezzi.

La parte pratica è passata da una lezione “in bianco”, ossia in hangar con l’elicottero a pale spente: qui le cinque infermiere si sono divise a turno. Una squadra di quattro ha trasportato sulla barella la quinta infermiera, che interpretava la parte del ferito. Le infermiere hanno avuto modo di utilizzare le cuffie per relazionarsi col pilota e hanno anche simulato un soccorso agganciate con il verricello. Le stesse operazioni sono poi state ripetute all’esterno con l’elicottero in leggero movimento (anche se mai in volo, perché sarebbero servite particolari autorizzazioni) e con i rotori accesi.

Una seconda parte resa molto più impegnativa dal rumore, dalla presenza del vento e dal lieve moto del mezzo. Al termine il consueto rapporto, in cui sono state affrontate le criticità e gli errori emersi nella manovra, ma anche le buone cose mostrate dalle infermiere, una decina in tutto (tenendo conto che alcune giungevano da altre parti della Lombardia). Splendida l’accoglienza da parte dei militari della caserma, dove ogni anno viene organizzata questa particolare esercitazione.

G.G. 

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