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Ecomuseo a San Matteo,
centro documentazione per
un patrimonio del territorio

Non erano pochi, circa 200, i visitatori che sabato hanno approfittato dell’altro evento collaterale rispetto alla presentazione dell’Ecomuseo, ossia la visita inserita nella Settimana della Bonifica, per osservare da vicino macchine e strumenti che ogni giorno garantiscono il giusto approvvigionamento di acqua nei campi del territorio.

SAN MATTEO DELLE CHIAVICHE (VIADANA) – Non si può parlare di una vera e propria inaugurazione, perché l’Ecomuseo esiste da anni ed è, di fatto, composto da tutto ciò che l’uomo, nel rispetto della natura, ha realizzato in queste terre: impianti idrovori (su tutti quello di San Matteo delle Chiaviche che ha ospitato l’evento), argini, canali, sentieri e naturalmente tutte le specie, come flora e come fauna, che da sempre abitano la nostra golena.

Il progetto Ecomuseo, riconosciuto nel 2013 da Regione Lombardia dopo essere stato costituito tre anni prima, vede Viadana come comune capofila e così a fare gli onori di casa erano presenti il sindaco Giovanni Cavatorta e il suo vice Alessandro Cavallari (ringraziato pubblicamente dal primo cittadino per avere lavorato per elevare al giusto rango l’Ecomuseo). Ma non mancavano anche altri comuni vicini di casa (Commessaggio, Gazzuolo, San Martino dall’Argine) e il Parco Oglio Sud, che sostengono da sempre l’iniziativa, oltre a rappresentanti del Consorzio di Bonifica del Navarolo con il presidente Guglielmo Belletti in testa.

Da evidenziare poi la presenza di enti superiori nella scala gerarchica, ossia la Provincia di Mantova con l’assessore Francesca Zaltieri e la Regione Lombardia con l’assessore Gianni Fava. Proprio con Fava si è parlato della possibilità di ricreare all’interno dell’impianto di San Matteo uno spazio atto ad ospitare tutto il materiale fisico (incartamenti, fotografie, cartine) per ricreare il Centro di Documentazione che proprio nell’impianto era previsto inizialmente. Cavatorta ha parlato di museo diffuso “perché l’ecomuseo siamo tutti noi, le nostre genti con i loro cibi, sapori, i loro saperi e le opere d’arte disseminate sul territorio, i nostri spazi e paesaggi, i nostri corsi d’acqua, le nostre istituzioni. Per questo è inevitabile aprirsi alla condivisione col territorio, alle scuole con tutta l’attività didattica, alle associazioni che hanno a cuore la nostra terra”.

Un percorso che ha via via coinvolto associazioni come gli Amici della biblioteca di San Matteo, Apeiron, Slow Food Oglio Po, Gruppo Ambiente Il Quadrifoglio, Noi Ambiente e Salute e le Strade dei vini e sapori della Lombardia. Come è stato spiegato, il materiale oggi custodito all’interno della biblioteca di San Matteo delle Chiaviche potrà, per così dire, traslocare solo dopo alcuni accorgimenti e operazioni di sistemazione della struttura, dato che non va dimenticato che l’impianto idrovoro della frazione viadanese è essenzialmente un luogo di lavoro: servirebbe dunque creare un percorso sicuro anche per il turista.

E a tal proposito, non erano pochi, circa 200, i visitatori che sabato hanno approfittato dell’altro evento collaterale rispetto alla presentazione dell’Ecomuseo, ossia la visita inserita nella Settimana della Bonifica, per osservare da vicino macchine e strumenti che ogni giorno garantiscono il giusto approvvigionamento di acqua nei campi del territorio. Senza scordare la visita guidata alla foce dell’Oglio, al suo saliceto e al ponte di barche attorno alle ore 17 con il presidente del Parco Oglio Sud Alessandro Bignotti ed Elisa Montanari, guida ambientale escursionistica associata ad AIGAE. La coordinatrice dell’Ecomuseo (“vera mente e braccio dell’iniziativa” ha spiegato Cavatorta), Monica Martelli, dipendente del comune di Viadana individuata proprio dall’ente capofila per questo progetto, ha inserito in scaletta nella serata l’interessante documentario di Pierluigi Bonfatti Sabbioni, che con un lavoro certosino di ricerca presso gli archivi del Navarolo ha saputo ricostruire proprio la storia dell’impianto e la sua evoluzione, raccontando il tutto in una decina di minuti, comunque molto densi e ben articolati.

A seguire s’è tenuta la cena, con il primo rinfresco offerto da Slow Food Oglio Po (con Mimma Vignoli in testa) e successivamente le portate principali prodotte da vari agriturismi e trattorie della zona riunite nella Strada del vino e dei sapori di Lombardia. Ad allietare la serata anche il gruppo Simpsong di Mantova con 150 commensali circa presenti ai tavoli a concludere la bella giornata.

Giovanni Gardani

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