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Ludopatia, Viadana e il
Viadanese uniscono forze
contro il gioco d'azzardo

Del resto, l’azzardo è oggi la terza industria in Italia, provoca ogni anno 7 miliardi di spesa sociale e nel 2013 ha spinto Regione Lombardia a emanare una legge apposita: un fenomeno che non può più essere sottovalutato.

VIADANA – Nel Casalasco, con Gussola capofila, il progetto ha funzionato alla grande, tanto da essere stato riproposto quest’anno. Così, nel 2017, anche il Viadanese ha scelto di provarci e ha ottenuto un risultato prestigioso: si chiama “Azzardo, se questo è un gioco” ed è un percorso che, mediante diverse metodologie, punta a combattere questa forma di patologia. Un progetto che ha ottenuto 30mila euro di contributo da Regione Lombardia, per un totale di 37.500 euro, con la quota mancante che verrà messa a disposizione dal forte partenariato costituitosi.

Viadana è il comune capofila, e questo non è banale, ha evidenziato il sindaco Giovanni Cavatorta giovedì mattina, ricordando come proprio il mercato delle slot machines sia stato uno di quelli più studiati e sfruttati dalla criminalità organizzata per tentare infiltrazioni nella società civile e politica. Viadana porta con sé nel progetto i comuni di Commessaggio, San Martino dall’Argine, Rivarolo Mantovano, Marcaria e Gazzuolo, il Consorzio Servizi alla Persona, l’Ats Valpadana, rappresentata dalla dottoressa Bruna Masseroni, l’Asst di Cremona, l’associazione Onda, la Cooperativa Umana Avventura e gli Istituti scolastici di Viadana, Dosolo, Pomponesco, Sabbioneta, Bozzolo e Castellucchio.

Proprio il coinvolgimento delle scuole è stato fondamentale, ha spiegato Ilaria Zucchini, assessore all’Istruzione, sottolineando come le dipendenze possano anche cominciare in tenera età, concetto ribadito anche da Alessandro Sarasini, sindaco di Commessaggio, che ha fatto l’esempio degli smartphone, che in qualche caso rischiano di divenire una droga pericolosa e irrinunciabile specie per le nuove generazioni. Alessia Minotti, assessore ai Servizi Sociali, ha invece rimarcato l’esigenza delle famiglie, che spesso per pudore non hanno la forza di chiedere aiuto quando si trovano a fronteggiare queste situazioni. “Il Sert è stato tra i primi a parlare di dipendenza inserendo in questo elenco anche la ludopatia” ha voluto rimarcare Masseroni, rimarcando la finalità di promozione della salute svolta da Ats Valpadana.

Cavatorta ha spiegato che già Viadana sta fronteggiando il fenomeno della ludopatia con un regolamento specifico approvato nel 2015 e con lo sconto sulla tassa rifiuti da parte degli esercizi che non ospitano al loro interno le slot. Lara Cavalli, esperta in bandi che ha seguito le pratiche burocratiche, ha invece spiegato che il progetto andrà da agosto 2017 ad aprile 2018 su un territorio da oltre 34mila abitanti. Come verrà combattuta la ludopatia? Con la mappatura territoriale dei luoghi sensibili al gioco d’azzardo, che va assolutamente aggiornata rispetto ai soli 52 esercizi presenti oggi e il cui risultato verrà poi consegnato alla Polizia Locale per controlli; con una forma di comunicazione innovativa, sfruttando anche app e internet; con sportelli sia reali che virtuali, creati mediante Onda nell’azione Oglio Po Ascolta, in modo che chat, forum o mailing list aiutano anche i più giovani a rivelare e denunciare eventuali problemi di questo genere.

Anche a scuola verranno organizzati appuntamenti ad hoc e seminari, nell’azione Oglio Po Educa e Forma, mentre non mancherà il coinvolgimento di realtà sportive del territorio come Pomì Casalmaggiore e Rugby Viadana per la promozione delle varie iniziative. Del resto, l’azzardo è oggi la terza industria in Italia, provoca ogni anno 7 miliardi di spesa sociale e nel 2013 ha spinto Regione Lombardia a emanare una legge apposita: un fenomeno che non può più essere sottovalutato.

Giovanni Gardani

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