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Il 2017 dei giovani agricoltori:
in Lombardia aperte
tre aziende al giorno

E’ quanto emerge da un’analisi di Coldiretti Lombardia e Camera di Commercio di Milano sulle imprese under 40 in occasione della consegna degli Oscar dell’agricoltura all’Acquario civico di Milano

MILANO _ Il 2017 mette il turbo alle aziende agricole lombarde guidate da giovani, con la media di tre aperture al giorno nel primo trimestre dell’anno, per un totale di 271 nuove iscrizioni. E’ quanto emerge da un’analisi di Coldiretti Lombardia e Camera di Commercio di Milano sulle imprese under 40 in occasione della consegna degli Oscar dell’agricoltura all’Acquario civico di Milano. In totale – spiega la Coldiretti – le imprese under 40 sono 4.647 con una “quota rosa” che supera il 23% grazie a 1.087 realtà guidate da donne. Rispetto al 2011 l’età media è scesa dai 32,37 anni del 2011 ai 31,95 attuali.

Per quanto riguarda le aperture di nuove imprese, ai primi posti troviamo Brescia con 54 aziende, Pavia con 43, Bergamo con 38. A seguire: Sondrio con 35, Mantova con 26, Como con 22, Milano con 17, Cremona con 10, Varese con 9, Monza e Brianza con 7, Lecco e Lodi con 5 a testa. L’intero settore giovane genera oltre 4.500 posti di lavoro, ai quali vanno aggiunti quelli rappresentati dai giovani imprenditori.

Se si valuta il peso della quota giovane sui singoli territori – spiega l’analisi di Coldiretti Lombardia – la zona più “young” è quella alpina e prealpina con un’incidenza del 17,1% sul totale delle aziende agricole di Como, il 16,7% a Sondrio, il 15,3% a Lecco e il 13,5% a Varese. In queste zone – spiega la Coldiretti Lombardia – le imprese hanno, in genere, estensioni più piccoli rispetto a quelle di pianura e richiedono quindi un minor impiego di capitali che sono sempre uno scoglio non indifferente all’ingresso dei giovani nel mondo delle imprese. Nelle zone collinari e di montagna, le attività più diffuse sono: l’agriturismo, la coltivazione di piccoli frutti (mirtilli, lamponi, more), di ortaggi, della vite e delle mele. Valori intermedi della “quota giovane” in agricoltura si trovano in quei territori divisi fra pianura e montagna: a Bergamo infatti si raggiunge il 12,3% delle aziende, a Pavia l’11,8%, a Monza Brianza il 10,8% e a Brescia il 9,6%.
In pianura, dove la tipologia delle aziende è più orientata verso la zootecnia da latte e da carne, oppure verso coltivazione del riso e dei cereali, l’incidenza dei giovani è più bassa: 5,9% a Lodi, 6% a Mantova, 7% a Milano e 7,1% a Cremona.

Oggi le aziende agricole sono in mano a ragazzi sempre più preparati – spiega la Coldiretti Lombardia – la maggior parte di loro ha conseguito titoli specifici (perito agrario, agrotecnico, scienze agrarie, viticoltura ed enologia), ma non mancano meccanici, geometri, esperti di pubbliche relazioni e ingegneri elettronici che nonostante studi non agricoli hanno scelto il “ritorno alla terra”. Secondo un sondaggio Coldiretti/Ixè il 57% dei giovani preferisce la gestione di un agriturismo rispetto al lavoro in una multinazionale o all’impiego in banca. E questo anche perché il 78% di chi ha iniziato un’attività agricola è più contento di prima.

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